Economia

venerdì 11 Settembre, 2026

Mercato immobiliare, i numeri del primo semestre 2026: le case sono troppo care per il 73% dei trentini

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Lo studio di Immobiliare. it: accessibilità deteriorata anche per nuclei con due redditi. E ora arriva il rialzo dei tassi di interesse

Nel primo semestre del 2026 il prezzo di vendita medio delle case a Trento è arrivato a 3.480 euro al metro quadro, il 4% in più dell’anno precedente, il costo più elevato tra i 17 mercati immobiliari locali – escluse cioè le grandi città – davanti a Verona e a Bergamo, entrambi sotto i 3.000 euro al metro quadro. L’offerta di abitazioni in vendita diminuisce del 15,3%, mentre la domanda esplode con una crescita del 19%. Con questi livelli di prezzo, però, e con i tassi di interesse in aumento – è di ieri la decisione della Bce di ritoccare verso l’alto dello 0,25% il costo del denaro – l’acquisto della casa è accessibile solo al 27,3% delle famiglie con due redditi, in calo di 1,2 punti percentuali rispetto al primo semestre 2025. I single possono permettersi appena l’1,9% degli immobili proposti in vendita. Per il 72,7% dei nuclei bireddito e per il 98,1% dei monoreddito, quindi, i costi sono troppo elevati, insostenibili. «Il mix di aumento dei tassi e aumento degli immobili – si legge nel Market Monitor H1 2026 di Immobiliare.it Insights – porta il livello di accessibilità al deterioramento anche se non sono stati ancora raggiunti i picchi negativi del 2023».

Immobiliare.it analizza anche il mercato delle locazioni, dove la situazione è solo un po’ migliore. A Trento, sempre con riferimento alla prima metà di quest’anno, l’affitto medio mensile è pari a 13,1 euro al metro quadro, cioè a 917 euro per un alloggio di 70 metri quadri. Rispetto al 2025 l’aumento è pari al 5,4%. In questo campo l’offerta cala del 4% – relativamente poco rispetto alle case in vendita – ma la domanda risulta crescente del 13,4%. I single possono permettersi solo il 6,9% degli immobili offerti in locazione. Alle famiglie con due redditi va meglio: la locazione è accessibile per il 68,7% dei nuclei, ma resta il 31,3%, quasi un terzo, delle famiglie biredditi per cui il canone mensile di mercato è troppo elevato. Per giunta, la quota di famiglie per cui affittare è accessibile è calata di cinque punti in un anno: era il 74% nel primo semestre 2025. Guardando poi alle previsioni per la prima metà del 2027, si verificheranno nuovi aumenti in entrambi i comparti, soprattutto negli affitti (+6,7%), mentre le case in vendita registreranno un incremento del 5,5%.
Sono alcune delle evidenze tratte dal Market Monitor sul primo semestre 2026 elaborato da Immobiliare.it Insights, proptech company specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it. Il report offre una panoramica, sia su scala nazionale che locale, sull’andamento dello stock immobiliare in vendita e in locazione nella prima metà di quest’anno, con un confronto dettagliato con gli anni precedenti.

A livello nazionale, il prezzo medio si attesta a 2.200 euro al metro quadro registrando un aumento del 4,3% rispetto al primo semestre del 2025. Questa crescita è sostenuta da una riduzione dell’offerta (-1,4%) e da una pressione di domanda in aumento del 2,5%. A guidare i rialzi sono soprattutto i mercati del Nord-Est (+6%) e del Nord-Ovest (+5,7%). Con i tassi di interesse sui mutui stabilizzati intorno al 3,4% – prima della decisione della Bce – e il continuo rincaro dei prezzi, l’accessibilità all’acquisto subisce una flessione. A livello nazionale il mercato risulta accessibile per il 58,4% delle famiglie bireddito, ma la percentuale crolla al 30,5% per i nuclei monoreddito.

Fra i 17 mercati locali considerati, Trento si conferma quello con il più alto prezzo unitario medio (come detto, 3.480 euro/mq). Al secondo posto si trova Verona, che con 2.898 euro/mq supera Salerno e si avvicina ai livelli dei mercati più costosi (+4,8%). Sul podio si colloca anche Bergamo, con 2.897 euro/mq, in aumento del 7,4%. Trento è terza dopo Ancona e Aosta per calo dello stock di abitazioni ed è seconda dopo Ancona per aumento della pressione di domanda. Inoltre a Trento i venditori riescono a mantenere più facilmente il prezzo inizialmente richiesto: lo sconto medio è del 7,2% , tra i più contenuti d’Italia. Nel mercato dell’affitto Trento è seconda dopo Bergamo per canone unitario medio ed è in testa per pressione di domanda. Nella classifica dell’accessibilità siamo ultimi nell’acquisto di case e quart’ultimi negli affitti.

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