val di non
giovedì 16 Ottobre, 2025
Maurizio Graiff, il postino che consegna lettere tra i pomari: «Faccio questo lavoro da 35 anni, conosco tutti e so dove trovarli»
di Daniele Benfanti
Il portalettere di Malosco rintraccia i destinatari intenti nella raccolta delle mele: «In questo periodo sono tutti in campagna»
«Porto la posta tra i meleti, perché in questo periodo dell’anno praticamente in quasi ogni famiglia della val di Non c’è chi è impegnato nella raccolta in campagna». Maurizio Graiff, 57 anni, di Malosco, è portalettere da 35 anni. Figlio d’arte: sì, perché anche papà Bruno ha fatto lo stesso mestiere per 28 anni. Maurizio ha cominciato giovanissimo, a 22 anni, dopo qualche iniziale lavoretto precario.
Entrato in Poste Italiane ha trovato la sua dimensione lavorativa, «perché sono a contatto con le persone e giro i paesi della mia valle» racconta.
In queste settimane di inizio autunno la Val di Non si trasferisce in campagna: anche chi ha appezzamenti amatoriali e non professionali, è tra i filari, approfittando di queste belle giornate ottobrine, miti, soleggiate e secche, per raccogliere golden, gala, o renetta. Un rito collettivo, quello della raccolta delle mele, che è asse economico per la Valle, collante sociale, marcatore del paesaggio.
Cura certosina, conoscenze agrarie diffuse, voglia di far fatica: tutti ingredienti necessari.
E allora, se il destinatario di una raccomandata o di un pacco è «a coir pomi», perché lasciargli un avviso di giacenza nella bussola delle lettere e costringerlo a passare all’ufficio postale dopo qualche giorno? «Consegno raccomandate, pacchi, sempre più diffusi, ma anche posta ordinaria, il giornale al mattino» racconta Graiff riferendosi al suo lavoro che parzialmente si trasferisce nelle campagne terrazzate della Valle. «In fondo, con 35 anni di lavoro alle spalle, conosco tutti e so dove trovarli. Non è molta strada in più, a volte anche meno». Si scambiano due chiacchiere, si apprezza il paesaggio anaune e il piacere delle relazioni. Umanizzazione di un servizio, come quello postale, potremmo dire. Rispetto a chi fa lo slalom tra auto in seconda fila e nubi di smog, in città, consegnare la posta tra i filari di meleto e le cassette della raccolta è un privilegio.
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