Valle dei laghi

sabato 23 Maggio, 2026

Madruzzo, il caso del disco orario che fa litigare l’istituto del clero e l’ex sindaco. E ci sono anche le «multe»… della diocesi

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Il parcheggio alle Sarche, l'area è privata ma con servitù pubblica: «Controllata da telecamere»

Da qualche tempo nel parcheggio che si trova a sud dell’Orvea, alle Sarche, nel comune di Madruzzo, è spuntato un cartello che limita la sosta a due ore. «Superati i 120 minuti si applica una penale da 30 a 50 euro», recita il cartello. E a «vegliare» sul rispetto del limite c’è una telecamera con la lettura targhe. La particolarità del cartello è che non è stato messo dal Comune di Madruzzo, ma dall’Istituto diocesano sostentamento del clero, che risulta proprietario dell’area.

Con il cartello, sono fioccate anche le prime «penali» agli automobilisti e le relative lamentele, che sono arrivate sul tavolo di Mariano Bosetti, ex sindaco di Calavino, oggi consigliere comunale di opposizione a Madruzzo dopo aver perso la corsa con Alessio Anselmo. «Area privata sì, ma su quel terreno c’è una servitù a favore del Comune da oltre trent’anni», la reazione del consigliere comunale. Lui quella convenzione se la ricorda bene, perché fu stipulata quando era sindaco di Calavino, oggi frazione di Madruzzo dopo la fusione con Lasino.
La convenzione, formalizzata con la delibera 53/1993 del consiglio comunale – ha spiegato Bosetti – risale ai tempi della lottizzazione dell’area commerciale, e prevedeva a carico del privato la sistemazione delle opere di urbanizzazione primaria, gli accessi alla Ss45 bis e, appunto, i parcheggi: «La visura tavolare degli atti conferma quanto affermo», dice Bosetti sbandierando le carte dove, in effetti, sulle planimetrie si legge chiaramente «parcheggio pubblico». In sostanza, per il consigliere il privato non potrebbe né apporre limiti e neppure incassare penali.
L’Istituto chiamato in causa replica che nella sede di Piazza Fiera non risultano vincoli al tavolare, e che la decisione di mettere un limite di sosta di due ore è dettato dalla necessità di garantire la corretta rotazione per chi deve accedere alle attività commerciali, frequentatissime soprattutto durante le stagioni turistiche. C’erano mezzi, camper in particolare, posteggiati anche da un anno, fanno sapere dall’Istituto.

Inevitabilmente, il caso è planato anche nell’ultima seduta del consiglio comunale, nel corso della quale, durante le «comunicazioni del sindaco», Alessio Anselmo ha affrontato l’argomento (per Bosetti «un’aggressione verbale»), ponendo dei dubbi sulla validità della delibera del 1993, poiché all’epoca era assente il funzionario tecnico: «L’atto superò il controllo di legittimità e il parere del sergretario comunale assorbiva quello del tecnico», la secca replica di Bosetti.

Da Anselmo, comunque, filtrano parole concilianti: «Per noi è un dossier aperto, ancora da prima che ne facesse una questione politica il consigliere Bosetti – credo che sollevare dei dubbi sia legittimo: questo non significa avere risposte certe. Stiamo cercando negli archivi gli atti relativi a quella lottizzazione e, anche alla luce degli elementi che emergeranno, ne riparleremo in consiglio. Detto questo l’area è privata e ad uso pubblico: questo è pacificamente garantito. Il disco orario che è stato messo dal privato serve solamente a favorire il ricambio dell’utenza».