La guerra
domenica 29 Settembre, 2024
Libano, due studentesse «trentine» bloccate a Beirut: «Siamo sotto le bombe, aeroporto irraggiungibile»
di Johnny Gretter e Simone Casciano
Le ragazze studiano all'Università di Trento. Karen Hekimian: «Le cose qui sono terribili»
Sotto le bombe, intrappolate in un inferno di esplosioni, fuoco e terrore. Questa la situazione in cui si trovano Karen Hekimian e A.K. (che preferisce restare anonima), due studentesse libanesi dell’Università di Trento. Entrambe erano tornate da poco a Beirut in visita alle famiglie, quando la capitale del Libano, come tutto il paese, si è trasformata in un inferno a seguito dell’attacco di Israele. E pensare che solo poche settimane fa la vita di queste due ragazze, poco più che ventenni, era molto diversa. Karen Hekimian studia alla laura magistrale in studi internazionali, A.K. invece frequenta il corso magistrale «Human computer interaction» del dipartimento di scienze cognitive. Karen era arrivata a Beirut il 24 agosto per fare una sorpresa alla madre, che non sapeva sarebbe arrivata, non immaginando quello che sarebbe successo. Anche A.K era tornata per riabbracciare i famigliari dopo un lungo periodo passato lontano dagli affetti. Ora si trovano intrappolate. Le due ragazze avevano il volo alle 7 del mattino di ieri, ma fin dalla mezzanotte del giorno prima Israele ha iniziato a bombardare pesantemente la strada che porta all’aeroporto. «Ci siamo trovate a mezzanotte a casa di Aria per capire cosa fare – racconta Karen raggiunta al telefono – Le famiglie si sono offerte di accompagnarci in aeroporto, ma come fai a chiedere a un tuo genitore di rischiare la vita, sotto le bombe israeliane, per accompagnarti in aeroporto? Abbiamo deciso che non ce la sentivamo e questo nonostante mia madre mi pregasse di andare e scappare dal Libano». Questo perché ora non sono previsti voli da Beirut almeno fino al 12 ottobre. «E chissà se allora ci sarà ancora un aeroporto», commenta Karen. Intanto le ragazze con le famiglie si sono rifugiate a casa di A.K. «Qui siamo un po’ fuori Beirut, verso le montagne. È un po’ più sicuro, vediamo le esplosioni a Beirut ed è terribile».
Tagliate fuori dall’aeroporto c’è solo un’altra via per le studentesse di lasciare il Libano.
«Ci sono delle navi da crociera che salpano dal porto di Beirut e portano a Cipro. Gli armatori però sanno che questo è l’unico modo per lasciare il paese e se ne approfittano, aumentando i prezzi». Per questo in loro soccorso è stata attivata una raccolta fondi. A farlo sono stati i loro compagni di università. In particolare gli amici e le amiche conosciute durante la convivenza allo studentato di SanBapolis. Una comunità internazionale di ragazze e ragazzi che si è subito mobilitata per aiutare le loro amiche. Per chi volesse donare il codice revolut è il seguente: revolut.me/maryna64vt
«Le cose qui sono terribili – dice Karen – Faccio un appello, non solo per aiutare noi, ma chiedo anche a tutti di fare pressione più in generale sui rappresentanti politici affinché cessi questo bombardamento».
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