Solidarietà
venerdì 20 Marzo, 2026
L’assessore Tonina: «Faremo tutto il possibile per aiutare Basmala in Trentino»
di Redazione
Le istituzioni si mobilitano dopo l'appello degli studenti trentini per trasferire e far curare al centro NeMO la piccola di sette mesi affetta da atrofia muscolare spinale
«Faremo il possibile per Basmala. Ho letto sul T quotidiano la sua storia e ho ricevuto anche alcune richieste dalla società civile per un intervento da parte nostra. Ho subito chiesto all’Asuit cosa è possibile fare e loro si sono messi al lavoro per verificare. L’Asuit ha il centro NeMO per patologie simili. Vediamo se sarà possibile intervenire». L’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina si è subito mosso dopo aver letto sul nostro giornale l’appello lanciato da due studenti trentini per salvare Basmala, una bambina palestinese di 7 mesi di Tulkarem affetta da Sma, atrofia muscolare spinale. Senza cure adeguate che non può ricevere nel suo paese Basmala è condannata a morte quasi certa.
Due studenti trentini, Andrea Sittoni e Margherita Cordellini, hanno lanciato un appello alla Provincia per chiedere che la bambina venga accolta e curata in Trentino dove il centro NeMO, che ha sede a Pergine nella struttura di villa Rosa, è specializzato nella cura di malattie neuromuscolari come quella di Basmala. L’appello è stato raccolto anche dal Lions club del Trentino che si è mosso immediatamente per vedere cosa si potesse fare per portare Basmala a Trento e farla curare. L’assessore Tonina ha recepito l’appello e sta cercando di verificare cosa si può fare. La gara di solidarietà per questa piccola che già vive in una situazione molto difficile è partita. E il Trentino ha l’occasione per dare una mano concreta. Online è stata lanciata una raccolta fondi per finanziare il trasferimento di Basmala in un centro specializzato in Europa, ma le cure sono costosissime e senza l’intervento pubblico la solidarietà rischia di poter fare poco.
«I suoi genitori sognano solo di sentire la sua risata e il suo pianto invece dei rumori del ventilatore. Accogliere Basmala significa salvarle la vita». Si apre così l’appello per Basmala che poi continua: «A nome della famiglia di Basmala, chiediamo urgentemente aiuto alla provincia di Trento e al Centro clinico NeMO di Trento affinché accolgano la piccola in Italia e la prendano in cura nel centro specializzato di Pergine che si occupa proprio di malattie neuromuscolari. Ci rivolgiamo al presidente Fugatti e all’assessore Tonina affinché organizzino un corridoio medico umanitario per trasferire Basmala e la sua famiglia dai territori Palestinesi al Trentino, e affinché finanzino le sue cure mediche».
La piccola è affetta dalla nascita da atrofia muscolare spinale (Sma) di tipo 1, una malattia rara potenzialmente mortale. Mamma e papà sognano «di poterla abbracciare liberamente» senza tubi e fili. Un desiderio «irraggiungibile, per ora». Basmala, occhioni grandi azzurri e capelli biondo miele, si trova da mesi in un lettino di ospedale a Tulkarem, attaccata ai macchinari medici. «Subito dopo la diagnosi, la famiglia si è attivata facendo appello all’Autorità palestinese», ma la risposta è stata sconfortante. «La terapia per la Sma non è disponibile all’interno dei territori Palestinesi. Nel passato, gli ospedali israeliani prendevano in cura alcuni dei pazienti più gravi, ma con l’inizio della guerra contro Gaza, e con il forte impatto che questa ha avuto sui territori palestinesi, questi trasferimenti, così come la possibilità di ricevere cure all’estero, sono diventati quasi impossibili».
Dopo aver trascorso ventidue giorni in terapia intensiva all’ospedale specializzato di Al-Israa, la piccola è stata trasferita nuovamente all’ospedale pubblico di Tulkarem a causa della situazione economica precaria della famiglia come spiega l’appello: «Sono più di tre mesi che Basmala è tenuta in vita grazie alla ventilazione meccanica. Ha trascorso più di sei mesi e mezzo dei suoi sette mesi di vita collegata a macchinari medici». L’unica speranza è portare la bambina in Trentino per iniziare la cura: «Da un lato la terapia genica a dose singola Zolgensma prodotta da Novartis. Dall’altro il farmaco di mantenimento essenziale Risdiplam, prodotto da Roche. Ci rivolgiamo anche al direttore del Centro clinico NeMO Riccardo Zuccarino affinché studi il caso e metta a disposizione le competenze specializzate e le terapie mediche necessarie».
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