Il lutto

mercoledì 21 Gennaio, 2026

L’alpino Renzo Bonafini «è andato avanti». La val Rendena piange l’ex presidente delle Asuc del Trentino

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I funerali sabato 24 alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Spiazzo

La val Rendena piange Renzo Bonafini, scomparso nella notte del 20 gennaio all’età di 96 anni. Una figura profondamente radicata nella comunità di Spiazzo, punto di riferimento dell’alpinità trentina e testimone instancabile di valori civili e solidaristici che hanno attraversato quasi un secolo di storia locale. Ne custodiscono la memoria i figli Michela Afra e Patrizio, la nuora Lorenza e i nipoti. I funerali si svolgeranno sabato alle 14.30 nella Parrocchiale a Spiazzo, con partenza dalla casa a Fisto e recita del Rosario alle 14.

Nato il 9 febbraio 1929, Bonafini è cresciuto con il passo lento e sicuro di chi ha imparato presto il valore della fatica, della responsabilità e del servizio agli altri. Il 12 maggio 1950 entrò nel Corpo degli Alpini a Merano, nel 104° Battaglione. Congedato nel 1951 tornò al lavoro nella segheria di famiglia, ma da quel momento il cappello con la penna nera non lo ha più lasciato.

La sua vita si intreccia indissolubilmente con la storia del Gruppo ANA di Spiazzo, che ha fondato il 21 febbraio 1960 insieme con altri 81 alpini in congedo della Rendena. Subito nominato segretario, ruolo che ha ricoperto per 34 anni, Bonafini è stato poi Capogruppo dal 1994 al 2011 e, da allora, Capogruppo onorario. Sotto la sua guida, il Gruppo è cresciuto fino a diventare il più numeroso delle Giudicarie, con 240 alpini e 48 aggregati.

Non solo alpinità. L’impegno di Renzo Bonafini è stato altrettanto intenso nella vita civile e amministrativa. È stato presidente dell’Asuc di Fisto per 46 anni, cofondatore e primo vicepresidente dell’Associazione provinciale delle Asuc trentine, vicepresidente della Cassa Rurale di Spiazzo, presidente della Rendenese Calcio e dello Sci Club Rendenese Fondo, consigliere comunale per oltre trent’anni. Ruoli diversi, con un unico filo conduttore: la cura del bene comune e l’attenzione alle persone.

Per questo lungo e coerente servizio allo Stato e alla comunità, Bonafini ha ricevuto le onorificenze di Cavaliere della Repubblica nel 1968 e di Ufficiale al Merito della Repubblica italiana nel 2003, oltre al titolo di «Personaggio trentino dell’anno 2002», che volle dedicare non a sé stesso, ma agli Alpini. Un gesto che riassume bene il suo stile di rifuggire il protagonismo e mettere sempre al centro il «noi».

Nel 2022, al termine del 58º Pellegrinaggio Adamellino, il presidente ANA Trento Paolo Frizzi l’ha pubblicamente ringraziato, ricordando come Renzo Bonafini abbia saputo incarnare «i valori morali e concreti dell’associazionismo alpino». Valori tradotti in iniziative semplici e profonde, dalle Feste alpine nei paesi della val Rendena agli incontri con i bambini dell’asilo di Spiazzo, fino alla vicinanza agli ospiti della Casa di Riposo San Vigilio. Una vera e propria «catena della solidarietà alpina» che continua ancora oggi nel Gruppo ANA di Spiazzo, guidato da Piero Cozzio.

Mauro Bondi, attuale direttore nazionale del Centro Studi degli Alpini, che divide la sua vita tra Spiazzo e Rovereto, lo ricorda come una presenza costante e affettuosa: «con Renzo il confronto sugli Alpini, sulla Guerra Bianca e sui Pellegrinaggi alpini in Adamello era sempre vivo, nel segno del rispetto e della responsabilità del ricordo alpino».

Chi lo ha conosciuto parla di una persona capace di ascolto e dialogo. Roberto Giovannini, presidente dell’Associazione provinciale delle Asuc del Trentino dal 2010 al 2023, lo ricorda «come una persona profondamente disponibile al confronto, capace di insegnare con l’esempio come affrontare anche le situazioni più difficili». Parole che restituiscono la misura di un uomo che ha saputo unire competenza e umanità, memoria e futuro. E proprio il presidente Giovannini, nel 2016, gli consegnò una targa di gratitudine, ringraziandolo per «il suo lungo e coerente impegno nella vita delle Asuc trentine».