Comune

venerdì 23 Gennaio, 2026

La sorgente degli inquinanti sotto lo scheletro della Sloi. Bozzarelli: «Barriere idrauliche entro l’anno»

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L’ordine del giorno di Bortolotti, Tarter, Geat e Margoni, bocciato dalla giunta, solleva dubbi su bonifica, pozzi e sicurezza ambientale

Un ordine del giorno a firma Giulia Bortolotti, Alessia Tarter, Claudio Geat, Martina Margoni, presentato in Consiglio comunale ieri sera, riapre l’attenzione sulle aree SIN ex Sloi ed ex Carbochimica, chiedendo al Comune di fare quanto di sua competenza per imporre l’installazione di barriere idrauliche.

La vicesindaca Elisabetta Bozzarelli ha ricordato l’ordinanza comunale che chiede ai proprietari del sito di adottare misure di contenimento degli inquinanti – quelli in falda, piombo trietile e dietile, al confine sud del SIN, in particolare il comparto di via Maccani – e di attuare le necessarie misure di prevenzione rispetto all’area Sequenza a valle.

«Le società proprietarie del sito – ha chiarito – hanno avviato indagini ambientali integrative, sottoposte al Ministero dell’Ambiente. A seguito di tali indagini, è stata individuata la sorgente principale di contaminazione, posizionata nella parte a nord dell’ex Sloi. La soluzione progettuale prevede la messa in esercizio entro il 2026 di pozzi a ricircolo, la cosiddetta barriera idraulica, in modo tale da aggredire i contaminanti direttamente alla sorgente, con lo scopo di impedirne la propagazione verso sud».

Per quanto riguarda la barriera idraulica a valle dell’ex Carbochimica, gestita dalla proprietà e manutenuta regolarmente, la vicesindaca ha chiarito che è previsto un rinnovo ed eventuale potenziamento a servizio dei lavori della nuova circonvallazione ferroviaria, il bypass.

Bortolotti ha considerato «positivo che qualcosa si muova, dopo anni. Però vorrei sapere qualcosa in più. Ad esempio, di quanti pozzi stiamo parlando?». Tuttavia, la giunta ha dato parere negativo e la proposta è stata bocciata.

Ma non è tutto: nel dibattito, Renata Attolini ha reso noto che assieme a colleghe e colleghi di AVS ha avuto a gennaio un incontro con il sindaco Franco Ianeselli e l’amministrazione comunale in merito:

«La barriera idraulica dalla parte dell’ex Carbochimica funziona ancora; è già in progetto la costruzione di una nuova barriera, da parte del Consorzio Tridentum (i costruttori del bypass, ndr), che verrà a sostituire quella attuale e per un certo periodo funzioneranno in contemporanea finché la nuova potrà sostituire quella vecchia. Alla Sloi, invece, la barriera idraulica verrà posizionata sotto lo scheletro della fabbrica perché sembra che il problema sia lì. Per quanto riguarda la bonifica, non si scaverà nei terreni della Sloi se non per un piccolo tratto della roggia Armanelli, sulla quale poi verrà creato un sopralzo».

Secondo Attolini, il sindaco ha espresso «quei dubbi che ho sempre avanzato: la bonifica non può essere fatta perché non ci sono ancora le tecniche per farla. L’ipotesi più probabile è che la Sloi venga tombata».

Amare le considerazioni dei consiglieri Geat e Margoni: «Senza barriere non ci può essere alcuno scavo».