Volley
giovedì 3 Settembre, 2026
La pallavolo trentina piange Roberto Postal: era lo storico patron della Trentino Rosa
di Redazione
Aveva 74 anni. Dalla Delta, passando dalla Torrefranca, ha plasmato la squadra femminile che ha raggiunto la massima serie
Dopo un periodo di malattia, nelle scorse ore si è spento Roberto Postal. Aveva 74 anni. Nato il 3 luglio 1952, è stato fondatore e presidente della Trentino Rosa, società alla quale ha dedicato anni di passione, impegno e amicizia, accompagnandola nel suo percorso fino ai massimi livelli della pallavolo italiana.
Nel 1980 aveva dato vita alla DeltaDator, la sua creatura imprenditoriale diventata negli anni Delta Informatica. Il suo ingresso nel mondo della pallavolo arrivò con l’approdo a Mattarello, inizialmente come sponsor del Torrefranca Volley. Fu proprio in quegli anni che conobbe Franco Tonetti, allora direttore sportivo della società trentina, destinato a diventare uno dei suoi più grandi amici e il suo principale collaboratore nel progetto sportivo.
ùIl Torrefranca conquistò una splendida promozione in B1, al termine della gara decisiva disputata ad Altavilla Vicentina nell’aprile 2004. Dopo il successivo ritorno in B2 arrivò la svolta. Postal, Tonetti e altri collaboratori lasciarono il Torrefranca, in accordo con la società di Mattarello, e nell’estate del 2008 nacque la Trentino Rosa.
Dalla B1 alla serie A
Dopo una prima esperienza all’interno della Trentino Volley, culminata con la promozione in A2 nel 2011 – campionato al quale l’Itas non prese poi parte – il progetto si fermò per una stagione, prima di ripartire nel 2012 dalla B1 a Pergine Valsugana.
Il percorso della Trentino Rosa proseguì fino alla storica promozione in A2, conquistata nel maggio 2014 a Settimo Torinese. La squadra gialloblù, allenata da Orlando Koja, rimase in A2 fino al 2022, conquistando anche la Coppa Italia di categoria nel 2020.
Proprio nel 2020 arrivò anche la parentesi in serie A1. mIn tutto questo percorso Roberto Postal fu sempre in prima linea. Non soltanto dal punto di vista economico, ma soprattutto sul piano umano ed emotivo. Per lui lo sport era diventato il punto di incontro di un gruppo di amici, insieme, seppero costruire e portare avanti un progetto capace di ambire all’eccellenza. Un gruppo unito non soltanto dall’impegno per la pallavolo, ma anche dalle gite in montagna, dalle serate trascorse insieme e dalla voglia di condividere momenti di amicizia e divertimento.
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