Cultura

domenica 18 Ottobre, 2026

La mostra inclusiva dove è «Vietato non toccare»: alle terme di Levico arrivano gli “scultoquadri” per ciechi e ipovedenti

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Le opere di Luca Valenzin vengono spiegate al pubblico da persone non vedenti: «Ribaltiamo i ruoli per creare un incontro tra pari»
Scultura mostra inclusiva Abilnova

Una mostra che rovescia la regola più antica dei musei: quella che impedisce di toccare le opere. Questo lo spirito con cui è nata “Vietato non toccare”, esposizione che rimarrà visitabile alle Terme di Levico fino al 23 ottobre e nata dalla collaborazione tra l’artista Luca Valenzin e la cooperativa Abilnova. La particolarità della mostra è quella di proporre un percorso sensoriale in cui a guidare i visitatori, oltre la vista, sono persone cieche e ipovedenti.

Una. «Di solito la persona con disabilità visiva è vista come destinataria di servizi, mentre qui in un rovesciamento dei tradizionali ruoli di accompagnato e accompagnatore è lei a condurre – spiega Irene Matassoni di Abilnova -. Chi non vede, grazie a un allenamento dei sensi vicarianti, sviluppa una competenza nell’esplorare con il tatto e nel raccontare ciò che percepisce, e in questo contesto diventa la persona esperta, la guida. Ribaltare i ruoli sposta lo sguardo dal limite alla competenza, permette di andare oltre al pietismo spesso ancora troppo legato al concetto di disabilità e crea un incontro alla pari, che è la base di ogni vera inclusione e condivisione». Ad accompagnare la visita anche una narrazione ascoltabile dal proprio smartphone, con la voce di Alba, costruita con l’AI. Un incontro tra opera e visitatore attraverso più linguaggi: arte, sensorialità e innovazione.

Anche le opere esposte sono particolari. Si tratta infatti di fusioni tra sculture e quadri (dette “altorilievi polimaterici”), fatte apposta per essere toccate. «Sono quadri che si sono alzati dalla superficie: altorilievi polimaterici, fatti per essere guardati ma soprattutto toccati – spiega Valenzin -. Non sono sculture, perché restano dentro il rettangolo e vivono di composizione; non sono quadri, perché la mano ci entra dentro. Li ho scelti perché un quadro chiede di stare a distanza, e la distanza esclude. Il rilievo no: si lascia percorrere. Chi vede e chi non vede arrivano all’opera dalla stessa porta, con le dita» .

La mostra resterà aperta fino al 23 ottobre, dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17.30.

 

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