Tennis
venerdì 15 Maggio, 2026
Internazionali di Roma, il match tra Sinner e Medvedev sospeso per il maltempo: il terzo set riprenderà domani
di Redazione
Nel primo è prevalso il tennista di Sesto, nel secondo il russo
Un primo set giocato da fenomeno assoluto, un secondo di pura sofferenza fisica e sacrificio perso sotto i colpi precisi e velenosi di un rivale agguerrito. E poi la pioggia nel terzo e decisivo parziale ad interrompere una battaglia nella notte ormai giocata solo sui nervi e sulle ultime energie nervose. Ha assunto contorni epici, per la qualità e l’intensità del gioco, la sfida tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev valida per la finale degli Internazionali. In palio l’ultimo atto contro il norvegese Casper Ruud che ha battuto in due set uno sfinito Luciano Darderi. E la stanchezza è stata la protagonista assoluta della serata anche di Jannik che in una notte buia e tempestosa deve rendere conto al fisico pagando i cinque tornei di fila, i mesi da record senza rifiatare e i colpi velenosi del russo, agguerrito, ruvido e rigenerato. Sul 6-2, 5-7, 4-2 per Sinner la pioggia dopo due ore e 19′ ha imposto lo stop (caldeggiato dallo stesso Sinner dopo le titubanze del giudice di sedia) con tanto di rinvio a sabato mattina. Si riparte dal settimo game con vantaggio Medvedev che era al servizio. Lo stop riporta alla luce l’annosa questione della copertura del Centrale, i cui lavori inizieranno subito dopo la fine del torneo per avere piena funzionalità nel 2028.
Con l’obiettivo di bruciare il meno possibile le sue energie, Sinner è entrato subito in campo con una aggressività che poche volte si è palesata così marcata mostrando di avere le idee chiare, alzando subito il livello dei colpi, profondi, velenosi, chirurgici e di estrema lucidità. Quanto è bastato per costruirsi le condizioni per brekkare due volte l’avversario, annichilirlo e gettarlo in confusione al punto che più volte il russo si è rivolto alla panchina quasi allargando le braccia come per dire ‘cosa devo fare per non farmi spazzare via dalla bufera”. Jannik è stato nel primo set una tormenta capace di lasciare al rivale solo le briciole (appena due punti nei primi tre game) e una buona dose di frustrazione. Il primo set è filato via in appena 33’ con un 6-2 senza storia né colore se non quello ‘arancione’, sfoggiato da tifosi sugli spalti con parrucche e cappellini d’ordinanza per celebrare il loro eroe in tenuta black. Un dominio, un monologo con il 92% di punti vincenti con la prima di servizio.
Ma il secondo set è stata tutta un’altra storia. Nelle fasi iniziali il russo ha iniziato a giocare d’attacco, potenziare i suoi colpi, allungare la durata degli scambi, per non farsi travolgere riuscendo a strappare il break all’azzurro (gli era capitato giovedì nei quarti contro Rublev) e portandosi ad un passo dal 4-0 (tre palle break neutralizzate da Jannik). L’umidità ha iniziato a giocare a favore del russo perché la palla viaggiava meno velocemente e il ritmo degli scambi diventava troppo serrato. Il quinto game si è consumato in apnea con Sinner che si è accasciato sulle gambe, mettendosi in un angolo per rifiutare per poi trovare le energie per un controbreak e operare subito dopo l’aggancio sul 3-3. Ma il Centrale assisteva ad un Jannik in sofferenza, in grado di restare comunque aggrappato alla partita senza far scappare un Medvedev che si era messo da diversi game a comandare il gioco con brusche accelerazioni. Sul 6-5 Jannik annullava due set point prima di cedere e farsi trascinare al terzo set. Altra sfida stavolta tutti sui nervi. Sinner ha raccolto le ultime forze si è preso il break al terzo game, al quinto si è affidato al fisioterapista per massaggiarsi la coscia destra indurita dall’affaticamento per poi giocarsi la palla del secondo break 5-2 fallita. Nel pieno del settimo gioco arriva la pioggia, gara sospesa e tutto rimandato a domani dopo un attesa lunga più di un’ora .E si pensa subito a quel Centrale al coperto (tetto retrattile ma anche ampie vetrate, terrazze panoramiche e l’eliminazione delle barriere architettoniche) che vedrà piena luce a Roma tra due edizioni.
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