Lavoro

domenica 1 Novembre, 2026

Inps, diecimila dipendenti pubblici da anni senza Tfr

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La denuncia del sindacato, Fpl: «Ritardi inspiegabili in situazione di carovita crescente»

Sono più di diecimila le segnalazioni provenienti da pensionati ed ex dipendenti pubblici statali delle Province Autonome di Trento e di Bolzano richiedenti la liquidazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr) e del Trattamento di fine servizio (Tfs) – la Buonuscita prevista fino al 2000 – nei confronti dell’Inps. Ritardi inspiegabili, a volte anche anni, che gravano non solo sulle finanze delle Province ma soprattutto sui cittadini, che vengono privati dei propri risparmi a causa di inefficienze del principale ente previdenziale del sistema pensionistico italiano. Un problema che riguarda non solo il Trentino Alto Adige ma anche il resto d’Italia e che la Federazione Lavoratori Pubblici (Flp) ha segnalato per prima. Ieri mattina, nella sede di Flp in San Martino, il segretario regionale dell’associazione Giuseppe Vetrone e il vicesegretario Carmelo Urgesi hanno spiegato la situazione. Nel pomeriggio Flp ha inviato una Pec di segnalazione alla direttrice generale nazionale dell’Istituto Valeria Vittimberga al direttore regionale Vittorio Feliciani, ai direttori provinciali di Trento e Bolzano, Andrea Mario Bohuny e Gabriele Giancamilli.
«I soldi ci sono ma sono fermi nei fondi dell’Inps – afferma Vetrone – In un momento di crisi finanziaria come questo, la liquidità sarebbe quanto mai opportuna per i cittadini. C’è poi un altro paradosso, ovvero che lo Stato è costretto a pagare la mora per i ritardi e l’Inps, che eroga le somme, le rivaluta anche. Anche in Trentino l’ente pubblico anticipa i fondi direttamente ai propri dipendenti entro 90 giorni, ma a versare i soldi non è l’Inps, ma la Provincia. Dobbiamo uscire al più presto da questa situazione».
«Faremo richiesta di report trimestrali per azzerare queste giacenze che riguardano le diecimila persone in attesa – sottolinea Urgesi – I tempi sperati sono quelli dell’estate 2027. C’è però da ammettere che lo Stato ha affidato all’Inps un numero di competenze notevole, perciò sicuramente in un qualche modo si giustificheranno. Comprendiamo le difficoltà, però i cittadini non possono aspettare anni per ottenere la propria liquidità».
Quello segnalato da Flp è un problema che riguarda i dipendenti pubblici statali, come i dipendenti ministeriali, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici, così come infermieri, ostetriche, tecnici e tutti i professionisti provenienti dal mondo dei sanitari provinciali di Trento. Il vicesegretario Urgesi fa chiarezza sui tempi di attesa: «Il dipendente pubblico sconta una grossa ingiustizia. Perché se i privati ricevono la liquidazione dopo alcuni mesi, i pubblici che vanno in pensione a 67 anni devono aspettare almeno 12 mesi, che spesso diventano 15, per vedersi accreditare gli importi. Questa legge, che è già di per sé assurda, talvolta non viene rispettata e vi sono ritardi che arrivano a due anni e oltre, ben al di sopra dei termini di legge».
«La liquidità del trattamento di fine rapporto e del trattamento di fine servizio rappresenta una cifra economica davvero importante per i lavoratori, che hanno tutto il diritto di riscuotere quanto è loro dovuto dalla conclusione del rapporto di lavoro e sono importi che spettano ai dipendenti pubblici dopo il raggiungimento della pensione. Ci sono tutte queste pratiche inevase e giacenti da anni e tutto va a danno delle persone, che già vivono un grave momento di difficoltà a causa del periodo di drammatico carovita. È impensabile dover aprire un mutuo usando magari i propri fondi quando invece hai della liquidità che ti spetta di diritto».

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