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venerdì 15 Maggio, 2026

Indennità fissa ai consiglieri di Trento: addio ai gettoni, ecco il nuovo sistema da 1.200 euro lordi mensili

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Approvato il nuovo regolamento: compensi certi ma con tagli per le assenze. Proteste su sicurezza e zona 30

Via libera unanime alla modifica del regolamento del Consiglio comunale dopo la nuova normativa regionale sulle indennità dei consiglieri. La presidente Silvia Zanetti ha illustrato il passaggio dal sistema dei gettoni di presenza a quello dell’indennità di funzione: 1.200 euro lordi mensili per i consiglieri senza altre cariche, 1.400 per i capigruppo, con decurtazioni in caso di assenze (100 euro per il consiglio comunale, 50 per le commissioni). Il nuovo sistema viene considerato migliorativo sul piano economico, ma in aula non sono mancate le critiche. Renato Tomasi (Misto), sostenuto da Giulia Bortolotti (Onda), ha evidenziato il paradosso del nuovo modello: se prima il sistema incentivava ad accumulare commissioni e incarichi, ora rischia di premiare chi sceglie di partecipare meno, evitando così possibili decurtazioni. «Alla prossima consiliatura – è stata la provocazione – non ci sarà la fila per entrare nelle commissioni». Le minoranze hanno inoltre lamentato un eccesso di commissioni considerate dispersive e poco tempo per approfondire i dossier più rilevanti. Giuseppe Urbani (FdI) ha chiesto di anticipare i tempi delle variazioni di bilancio per consentire ai gruppi di opposizione di studiare la documentazione. Spartak Malaj (Insieme per Trento), presidente della commissione ambiente e mobilità, ha invece difeso il nuovo sistema: «Io ad esempio prenderò più del mio dipendente. Ci mancherebbe anche che ci lamentassimo». Replica dura di Bortolotti: «Rifiuto questo atteggiamento moralistico. Noi studiamo i temi, prepariamo documenti politici e lavoriamo con precisione». È stato comunque approvato un ordine del giorno che prevede un monitoraggio sugli effetti del nuovo regolamento.

Per quanto riguarda le questioni dei territori, Alex Benetti (Pd) ha interrogato la giunta sul trasporto pubblico a Vigolo Baselga, unico sobborgo cittadino ancora privo di collegamento urbano con autobus. L’assessore Michele Brugnara ha ricordato che il paese è servito solo dal trasporto extraurbano e che il progetto di sistemazione della curva del Palloncino rosso potrebbe consentire, grazie a nuove intersezioni e a un impianto semaforico, l’inversione dei mezzi pubblici. Sul tavolo anche l’ipotesi di utilizzare minibus più piccoli, discussa recentemente con Trentino Trasporti. Loris Ioriatti (Lega) ha invece chiesto maggior sicurezza nel sottopasso di via Canestrini: «Bene la riqualificazione artistica, ma ora serve evitare il ritorno al degrado». Daniele Demattè (FdI) ha richiamato episodi legati al consumo di droga nell’area, parlando di siringhe e fazzoletti sporchi di sangue. Demattè ha ricordato quanto riferito dal comandante della polizia locale Alberto Adami: le telecamere in città sono 800 ma non è possibile monitorarle tutte costantemente.

Ancora scontro sulla zona 30 in Clarina. Ioriatti ha chiesto di «ammettere il fallimento dell’esperimento» e di ripristinare la viabilità precedente, richiamando la contrarietà espressa durante l’assemblea pubblica del quartiere. Brugnara ha respinto le critiche, definendo l’intervento parte di un più ampio progetto cittadino: «È una delle 55 zone 30 previste nei prossimi anni. Serve tempo perché il cambiamento culturale si consolidi».