lavori
martedì 28 Febbraio, 2023
In autunno il nuovo marciapiede a Zell di Cognola
di Sara Alouani
I lavori, per un costo di 640 mila euro, avranno inizio il 6 marzo e richiederanno la chiusura della strada a tratti
Per tutelare il transito in sicurezza dei numerosi pedoni che quotidianamente frequentano via Zell a Cognola l’Amministrazione comunale ha previsto la realizzazione di un nuovo marciapiede.
L’opera ha lo scopo di creare un collegamento pedonale in via Zell a partire dal civico 12 (all’altezza dell’incrocio con via della Marnighe) fino al civico 30 dove si collega con il marciapiede esistente. In tutto si tratta di circa 230 metri per una larghezza di un metro e mezzo.
La sede stradale avrà una larghezza costante di 4,75 metri con adeguato allargamento in curva prima dell’innesto su via Pradiscola-via Marnighe.
I lavori prevedono inoltre lo spostamento dei pali di illuminazione pubblica presenti lungo la strada con sostituzione delle armature stradali e l’adeguamento della rete di smaltimento delle acque bianche con l’integrazione di nuove griglie di raccolta ove necessario.
I lavori saranno eseguiti dalla ditta Morelli di Pergine, avranno inizio il 6 marzo con conclusione entro l’autunno per un costo di 640 mila euro.
Per l’esecuzione dei lavori sarà necessario effettuare la chiusura della strada a tratti a seconda dell’avanzamento del cantiere; sarà comunque garantito l’accesso alle abitazioni attraverso opportune deviazioni comunicate ai residenti.
Chiesa
Tra i nuovi incarichi della Diocesi, sei ai missionari Verbiti: a Varone il parroco messicano Sallustino Hernandez Sanchez e il vicario vietnamita John Hyun Cho
di Alberto Folgheraiter
Fanno parte della congregazione religiosa il cui nome ufficiale è “Società del Verbo Divino” fondata nel 1875 dal missionario tedesco Arnoldo Janssen
Sanità
Giornata internazionale contro l'abuso di droga. Levari (Asuit): «I Serd più efficaci, ma crescono pluriconsumo e crack anche tra i giovani»
di Massimo Furlani
La direttrice dell’Unità operativa dipendenze: «Pandemia e lockdown hanno inciso sul fenomeno, serve puntare su formazione e prevenzione»