La storia
sabato 4 Luglio, 2026
Il portiere-eroe del Paraguay è un «noneso»: la famiglia di Orlando Daniel Gill Noldin partì da Cles alla fine dell’800
di Angelo Zambotti
Dal dramma familiare e le maglie vendute per curare il figlio fino al riscatto sul campo e alle sirene della Serie A: c'è un po' di Trentino ai Mondiali
Nel Mondiale che oggi entra nel vivo con gli ottavi di finale non c’è l’Italia, e questo è risaputo. Nel Nord America c’è però un pizzico di Trentino, con uno dei personaggi più in vista di questi ultimi giorni che ha origini nella nostra provincia. Si tratta di Orlando Gill, portiere del Paraguay, il cui nome completo è infatti Orlando Daniel Gill Noldin.
E proprio il cognome materno, che il classe 2000 cita spesso anche per ricordare le proprie origini, rimanda alla Val di Non, precisamente a Cles. Dopo i rigori parati da Orlando ai tedeschi Kai Havertz e Nick Woltemade, prodezze che hanno estromesso la Germania dal Mondiale (rompendo una striscia positiva dal dischetto che per die Mannschaft durava da ben 50 anni) lanciando in orbita i sorprendenti paraguaiani, più di un curioso ha cominciato a ipotizzare origini trentine (o della vicina Salorno) per l’eroe di Boston. Tra questi anche il consigliere provinciale di Campobase Michele Malfer, tessitore di molti contatti oltreoceano.
A dipanare del tutto la matassa ci ha poi pensato Patricia Broz, direttrice per gli affari internazionali dell’Unione delle Famiglie Trentine all’estero. Grazie alla realtà presieduta da Franco Panizza, ai relativi riferimenti in Sudamerica e all’Ambasciata d’Italia in Paraguay si è quindi certificato come ci sia un lunghissimo filo che lega il Mondiale americano a Cles. Da lì partì infatti a fine ‘800 in direzione Sudamerica Giovanni Battista Maria Noldin, nato nel capoluogo noneso il 9 agosto del 1866. Nel 1905 è quindi venuto alla luce Desiderio Noldin Almada, quinto di dieci figli e bisnonno materno di Orlando. Una storia «tormentata» quella del cognome Noldin, le cui radici sono a Quetta di Campodenno, e che tra la Val di Non e Salorno l’irredentista Ettore Tolomei voleva «italianizzare» trovando forti resistenze in zona.
Una storia densa di sofferenze pure quella di Orlando, i cui avi trentini sono passati in Argentina prima di stabilirsi in Paraguay. E in Argentina il portiere ha giocato nel San Lorenzo, dove gli ultimi mesi sono stati tutto fuorché tranquilli tra stipendi mancanti e altre traversie. Poco o nulla rapportato a quanto vissuto nel 2022, con i seri rischi vissuti dal figlio e dalla moglie durante il parto del piccolo Lautaro che si assommavano ai problemi economici della famiglia, tanto che per pagare le cure necessarie Gill mise in vendita davvero tutto, pure le maglie da gioco e le scarpe.
Poi il riscatto, sino alla magica favola di Boston. E stasera (fischio d’inizio a Philadelphia alle 23 italiane) c’è la Francia: servirà un’altra prova da supereroe del numero 12 e un’impresa di tutta la squadra del ct Gustavo Julio Alfaro per prolungare il sogno. E chissà che in Val di Non non ci sia qualche tv sintonizzata per tifare il lontano «pronipote» della terra delle mele. Le grandi prove offerte al Mondiale da Gill Noldin, intanto, hanno solleticato pure le attenzioni di diverse squadre italiane, tra cui Fiorentina e Torino. Difficilmente vedremo Orlando con i granata a Pinzolo (il ritiro si chiuderà tra venti giorni), quindi per un «ritorno» in Trentino occorrerà aspettare ancora.
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