Il Sorpasso

venerdì 25 Settembre, 2026

Il nuovo banco di prova dell’elettrico sono i veicoli commerciali: e anche in questo caso la Cina ha da dire la sua

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Nel 2025 oltre 296mila consegne nell’Unione europea. E per i produttori ci sono margini interessanti

Il titolo del quotidiano economico finanziario «Handelsblatt» è quasi minaccioso e parla di un attacco ai costruttori tedeschi: «Prima le auto, adesso i camion». Anche all’Iaa Transportation di Hannover, dove si trova la fabbrica simbolo dei veicoli commerciali di Volkswagen, la Cina è il «convitato di pietra». Anche solo per il numero di espositori: 460 secondo le comunicazioni ufficiali dell’organizzazione, la Vda, l’associazione dell’industria automobilistica della Germania, su un totale da primato di quasi 1.590 provenienti da 46 nazioni distribuiti sulla più ampia superficie espositiva d’Europa.

Tir, 188.500 targhe in 6 mesi
La rassegna, che ha chiuso i battenti domenica dopo aver ospitato 150 anteprime planetarie, è la passerella per i mezzi della logistica del futuro e anche la vetrina dei fornitori: nell’Ue, il solo mercato dei veicoli pesanti (oltre le 7 tonnellate), che nel 2023 era arrivato a quasi 344.000 immatricolazioni (di cui 3.178 di trattori stradali elettrici e 69 a idrogeno), lo scorso anno era sceso poco sopra quota 296.000, ma con consegne a zero emissioni praticamente raddoppiate, 6.374. I primi sei mesi del 2026 sono stati incoraggianti con 188.500 targhe e quasi 5.200 consegne di motrici a zero emissioni. Secondo Dataforce, quasi oltre un Tir su quattro è riconducibile a Volvo Trucks (17,4%) che controlla anche Renault trucks (oltre il 9%). Mercedes Truck vale da sola il 18,9%, mentre Scania si assesta al 15,4% con Iveco (che sparirà dal listino di Borsa non appena verrà completata l’acquisizione da parte dell’indiana Tata) è attorno al 10%. Nello stesso periodo le consegne degli Lcv (light commercial vehicle) sono cresciute dell’1,9% sfiorando quota 743.000 registrazioni. E per i costruttori i margini sono generalmente importanti con Stellantis Pro One che vanta il primato nel segmento in Europa, Sud America, Africa e Medio Oriente: lo scorso anno, inclusi i pick-up (oltre un milione, concentrati in larga parte negli Stati Uniti), ne ha venduti 1,65 milioni. Entro il 2030 intende lanciare undici modelli inediti nel Vecchio Continente. A Hannover ci sono due delle quattro versioni del nuovo Smart compact Van, il Fiat Tris Cargo, il primo veicolo commerciale a zero emissioni a tre ruote (in vetrina con le portiere) e il concept elettrico a guida automoma Bow, acronimo di box on wheels, scatola su ruote, da 3,7 metri di lunghezza e 7 metri cubi di capacità di carico. Toyota, il primo costruttore al mondo, punta ad arrivare a 200.000 Lcv l’anno in Europa con la fine del decennio e una penetrazione dell’8%: in Italia vanta le due varianti elettriche del ProAce in testa alla classifica dei commerciali leggeri più venduti. Renault, che ad Hannover ha vinto il titolo di Van of the Year con il nuovo Trafic E-Tech Electric da 470 chilometri di autonomia, ha anticipato il debutto di altri quattro nuovi Lcv entro il 2028. Kia, il costruttore coreano del gruppo Hyundai, ha esibito in anteprima mondiale il nuovo Pv7 da oltre 460 km di percorrenza fino a nove posti in versione Passenger e con due o tre come Cargo. È il secondo di tre modelli di una nuova generazione di commerciali a batteria: il primo, il Pv5, si era aggiudicato il van award lo scorso anno, mentre il terzo, il Pv9, arriverà fra tre anni.

L’offensiva cinese
Sul fronte degli Lcv, l’offensiva dei costruttori della Repubblica Popolare è già cominciata: il colosso statale Saic, ad esempio, è già in Europa da tempo con il marchio Maxus. La Byd ha riproposto ad Hannover l’E-Vali, per il quale sta ancora svolgendo test in vista del debutto: è un furgone con 220-250 chilometri di autonomia elettrica e fino a 17,9 metri di volume di carico. Anche la Chery, altra azienda pubblica, è presente in grande stile all’Iaa. Sul fronte dei mezzi pesanti, Tesla ha esibito il proprio Semi, una motrice a tre batterie per 520 km di percorrenza e la Byd la propria Ett44. La quota cinese nel settore dei veicoli industriali è praticamente pari allo zero (60 trattori stradali immatricolati nel primo semestre del 2026), ma gli esperti prevedono che già entro il 2035 la penetrazione raggiungerà la doppia cifra. La multinazionale Bosch punta a raddoppiare il fatturato legato ai veicoli pesanti (dagli attuali 4 miliardi agli 8 previsti per la metà del prossimo decennio) e in Italia, dove calibra per i propri clienti grandi e piccoli le tecnologie che sviluppa, opera con la squadra di quasi 300 persone, per lo più ingegneri, sotto contratto con la divisione Mobility. Mentre i costruttori di veicoli commerciali, sia leggeri sia pesanti, chiedono alle autorità comunitarie di prolungare i tempi per il calcolo della riduzione media delle emissioni, Bosch invita le autorità a riconoscere l’importanza ecologica dei carburanti alternativi come l’Hvo (un diesel sintetico ottenuto dall’idrogenazione di olii vegetali esausti) per trasformarne l’utilizzo in “crediti verdi” grazie al Digital Fuel Twin espressamente sviluppato per contabilizzarne il loro contributo ambientale.

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