l'iniziativa
sabato 10 Ottobre, 2026
I nuovi giocatori dell’Aquila a scuola di Trentino: a fare da ciceroni gli studenti dell’Istituto de Carneri. Brown: «Mi mancano i tacos, ma i canederli mi stanno piacendo»
di Valerio Amadei
Gli alunni illustrano il territorio ai cestisti. Ivan: «Questo è il posto ideale per un’avventura»
Presentare la città ai nuovi arrivati e, perché no, aiutarli ad ambientarsi. Giovedì, nella Sala Falconetto di Palazzo Geremia, si è tenuto il consueto appuntamento «Ivo meets the Eagles», ormai diventato un habitué negli ultimi anni. L’incontro ha visto protagonisti gli studenti delle classi quarte dell’indirizzo tecnico economico turistico dell’Istituto Ivo de Carneri di Civezzano e i nuovi arrivi (americani) in casa Dolomiti Energia Trentino: Darius Brown, Charles Brown, Quincy Olivari e Isaiah Bigelow. Con loro c’erano coach Alessandro Rossi e l’assistant coach Nazareno Lombardi, il direttore sportivo Rudy Gaddo e il direttore AquiLab Massimo Komatz. Ad accogliere i nuovi compagni anche Oumar Fall e Jose Medina Bouza, studenti della scuola che hanno già esordito in massima serie in maglia bianconera, il secondo ormai a tutti gli effetti membro della prima squadra.
L’iniziativa, inoltre, ha offerto ai ragazzi l’opportunità di presentare, in lingua inglese, un quadro completo delle eccellenze e delle principali attrazioni del territorio. Ad aprire l’incontro è stato Giovanni Scalfi, preside dell’istituto nonché insegnante di italiano, storia e geografia turistica: «Come voi avete una missione, anche noi ne abbiamo una. Medina Bouza e Cheickh Niang sono chiamati ad affrontare l’esame finale, e chiedo ai giocatori di dare loro una mano in questo percorso». Momento importante anche per coach Alessandro Rossi: «Ho due figli che si stanno avvicinando alle scuole superiori, e vedere lavori come questi, realizzati da ragazzi così giovani, mi emoziona molto. Per il nostro mestiere ci muoviamo tanto e cambiamo spesso città, e questo ci porta a conoscere il territorio e la nuova identità con cui dovremo confrontarci. Eventi come questo sono preziosi per scoprire la realtà che ci circonda. Dico quello che direi ai miei figli: giorno dopo giorno il mondo diventa sempre più competitivo, e ognuno di noi deve ritagliarsi il proprio pezzettino».
Presente per il Comune di Trento la vicesindaca Elisabetta Bozzarelli: «Trento è una comunità in cui lo sport occupa un posto centrale, fa parte del nostro spirito. Quando siete al palazzetto sentite questo calore, l’importanza che lo sport ha per noi, e iniziative come questa avvicinano gli atleti alla nostra città. Sono momenti di condivisione, in cui ci si sente parte di una città e di una comunità».
Poi è stato il turno degli studenti, che in inglese e con il supporto delle slide hanno guidato i giocatori alla scoperta del Trentino. Ivan ha proposto una panoramica su Trento, sulla sua posizione geografica e sull’importanza di essere una provincia autonoma. Gioele ha poi raccontato le meraviglie del territorio, definendolo «il posto ideale per chi cerca un’avventura», tra parchi, 73 riserve provinciali e le Dolomiti, patrimonio Unesco. Federico ha invece ripercorso la storia della città, tra la Prima guerra mondiale e l’annessione all’Italia nel 1920. Spazio poi alle attività invernali, con 25 snow park, 237 impianti di risalita e 2.257 maestri di sci. Pietro si è concentrato sulle specialità gastronomiche, tra canederli e strudel. Infine, sono stati presentati i festival e gli eventi sportivi che Trento ospita durante l’anno, dal Festival dello Sport all’Oktoberfest fino al Festival dell’Economia. Terminate le presentazioni, sul palco sono saliti i giocatori della Dolomiti Energia Trento, che si sono presentati ai ragazzi e hanno risposto ad alcune loro domande. Darius Brown, interrogato sulle differenze di cibo tra Pasadena, sua città d’origine in California, e Trento, ha ammesso: «Devo confessare che mi manca moltissimo il cibo messicano, soprattutto i tacos. Però non sto rimanendo deluso: i canederli, per esempio, mi piacciono davvero tanto». A concludere è stato Quincy Olivari, a cui è stato chiesto un parere sul clima e sul vivere circondato dalle montagne: «Qui fa piuttosto freddo (ride tenendosi la giacca, ndr)». Poi ha aggiunto: «Il posto però è bellissimo, mi piace molto il territorio e mi sto trovando davvero bene».
l'iniziativa
Percorsi sensoriali al buio, visite slow looking e biblioteca vivente: al Muse un pomeriggio dedicato alla salute mentale
di Redazione
Un’esperienza dedicata a giovani e adulte/i per esplorare le proprie emozioni e riscoprire l’ascolto del sé. Oggi, sabato 10 ottobre, dalle 15 alle 20. Ingresso gratuito
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