Il progetto

martedì 19 Maggio, 2026

I cacciatori trentini vogliono salvare i cuccioli di cervo con i droni: «Così saranno individuati prima dello sfalcio»

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Al progetto aderiscono Coldiretti Trento e la Federazione Allevatori del Trentino: pronto dopo anni di sperimentazione

Dopo alcuni anni di sperimentazione, soprattutto nelle Giudicarie, l’Associazione Cacciatori Trentini avvia un percorso strutturato per il salvataggio dei piccoli di capriolo e cervo durante il periodo dello sfalcio meccanico dei prati.

Il progetto punta sull’utilizzo di droni dotati di termocamera e nasce dalla collaborazione con Coldiretti Trento e con la Federazione Allevatori del Trentino, con l’obiettivo di coniugare le esigenze del comparto agricolo con la tutela della fauna selvatica.

«Abbiamo già provveduto ad abilitare 20 guardiacaccia e ad acquistare 5 droni, per una cifra complessiva che si aggira intorno ai 40 mila euro», spiega Matteo Rensi, presidente dell’Associazione Cacciatori Trentini. «Credo possa essere un primo passo importante per ampliare sempre di più l’impiego di questi apparecchi, possibilmente avviando ulteriori collaborazioni con l’Amministrazione provinciale o con altri enti sensibili all’iniziativa».

Il periodo delle nascite dei piccoli di capriolo e cervo coincide infatti con l’avvio delle operazioni di taglio dell’erba nei campi. I cuccioli di capriolo nascono generalmente tra metà maggio e metà giugno e, nelle prime settimane di vita, restano nascosti nell’erba alta, immobili e perfettamente mimetizzati.

«Il problema è che i caprioli, soprattutto nei primi giorni di vita, non hanno una spiccata tendenza alla fuga», sottolinea Rensi. «La loro strategia di difesa si basa sul mimetismo e sull’immobilismo. Dopo la nascita, la femmina lascia spesso i piccoli soli e nascosti nell’erba alta, tornando regolarmente per allattarli. Questa straordinaria capacità di confondersi con l’ambiente, però, può trasformarsi in un grave rischio durante le operazioni di sfalcio».

Grazie ai droni con termocamera, sarà possibile individuare dall’alto la presenza dei piccoli nascosti nei prati prima del passaggio dei mezzi agricoli. I controlli verranno effettuati soprattutto nelle prime ore del mattino, quando il rilevamento termico risulta più efficace.

L’accordo tra Associazione Cacciatori Trentini, Coldiretti Trento e Federazione Allevatori del Trentino prevede che gli agricoltori segnalino con anticipo le date previste per lo sfalcio, così da consentire l’organizzazione degli interventi di controllo con drone prima dell’inizio dei lavori.

L’iniziativa rappresenta un importante esempio di collaborazione tra mondo agricolo, cacciatori, allevatori e volontari, con l’obiettivo comune di prevenire la morte accidentale dei nuovi nati e salvaguardare l’equilibrio naturale dell’ambiente trentino.

Salvare i piccoli di capriolo e cervo significa anche tutelare la biodiversità e il patrimonio faunistico che caratterizza il territorio montano del Trentino.

«Accogliamo e sosteniamo questa iniziativa con grandissima soddisfazione e profondo senso di responsabilità», dichiara Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige. «La collaborazione tra il mondo agricolo e i cacciatori dimostra che è possibile unire l’efficienza del lavoro nei campi alla tutela della biodiversità. Questo progetto non solo protegge i piccoli degli animali, ma valorizza il ruolo degli agricoltori come custodi attenti del territorio e delle sue creature».

Anche il mondo della zootecnia esprime il proprio plauso all’iniziativa. «Partecipiamo a questo percorso con grande convinzione», sottolinea Giacomo Broch, presidente della Federazione Allevatori del Trentino. «Per chi vive di allevamento e cura i pascoli montani, il rispetto per la natura e per gli animali è un valore fondante. Questa sinergia tecnologica ci permette di operare in sicurezza, eliminando il rischio di incidenti dolorosi durante lo sfalcio e riaffermando il legame indissolubile tra l’attività dell’uomo e l’equilibrio della natura».