Cronaca
martedì 30 Dicembre, 2025
«Ha finto di stare male, poi mi ha aggredito»: guardia presa a pugni al Santa Chiara
di Patrizia Rapposelli
Il racconto dell'aggressione avvenuta venerdì: «Prima mi ha riso in faccia, poi si è buttato a terra e mi ha colpito due volte. Siamo esasperati»
«Cercavo di convincerlo a dormire, lui mi ha sbeffeggiato e colpito con un pugno a mani nude. Mi ha spaccato lo zigomo e il labbro». Una guardia del Santa Chiara che preferisce rimanere anonima, racconta l’aggressione subita venerdì sera, poco dopo le 23, che gli sono costate cure mediche e una prognosi di sette giorni.
È successo nella camera calda del pronto soccorso, dove transitano ambulanze e auto mediche, il paziente di 45 anni doveva essere fatto accomodare nella sala d’attesa, aspettando di essere visitato. «Era irrequieto, cercavo solo di dargli tranquillità, ma la sua reazione è stata quella di ridermi in faccia —racconta— Lui poi all’improvviso ha iniziato a dire che stava male, si è addirittura buttato a terra». Il 45enne era accasciato sul pavimento dolorante, «era tutta una finta —continua— Io mi sono avvicinato per aiutarlo. Volevo capire le sue condizioni, ho tentato di farlo alzare per spostarlo sulla carrozzina, ma lui mi ha colto di sorpresa: mi è arrivato un dritto in faccia».
A quel punto la tensione è esplosa e una seconda guardia è corsa nella camera calda in aiuto del collega, sotto lo sguardo spaventato delle infermiere che erano presenti in quel momento. «Era agitato, si dimenava, ma io e il collega siamo riusciti a farlo sedere sulla carrozzina». La situazione sembrava essere tornata sotto controllo, ma ad un certo punto il 45enne ha sferrato un altro pugno in faccia alla guardia. «Mi ha colpito ancora. Ha ricominciato a dare in escandescenza, allora sempre con il collega lo abbiamo bloccato, in attesa delle forze dell’ordine. Il paziente è stato portato via, ma dopo una ventina di minuti ce lo siamo visti rientrare al pronto soccorso — spiega la guardia— La situazione era rientrata, io non ho riportato ferite gravi ma ho avuto bisogno di cure mediche». Un episodio non isolato. «Sono evidenti le nostre difficoltà quotidiane, purtroppo siamo di fronte a interventi di routine— ammette— Siamo esasperati. Queste situazioni al limite accadono giornalmente. Noi ci adoperiamo affinché non degenerino, ma non sarebbe nostro compito. Non abbiamo strumenti adeguati e nemmeno procedure per difenderci».
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