Lavoro
venerdì 23 Ottobre, 2026
Gratuito patrocinio per gli incidenti gravi sul lavoro. Sì della camera dei deputati alla storica battaglia del sindacato trentino
di Redazione
In provincia interessa una platea di 14 mila famiglia. La clausola se l'incidente è mortale o causa un'inabilità totale
La Camera ha approvato all’unanimità, con 220 voti favorevoli, la proposta di legge che introduce il gratuito patrocinio per le vittime degli infortuni sul lavoro e per i loro familiari. Un provvedimento sostenuto dalla Fillea Cgil che, in Trentino, potrebbe riguardare circa 14mila famiglie del settore edile. Il testo passa ora all’esame del Senato, chiamato a procedere con l’approvazione definitiva.
La misura prevede l’accesso al gratuito patrocinio per le persone offese da reati commessi in violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, quando ne derivino un’inabilità totale o il decesso. Il sostegno legale sarà finanziato con risorse del Ministero.
La battaglia della Fillea Cgil
Il risultato, sottolinea il segretario generale della Fillea Cgil del Trentino, Giampaolo Mastrogiuseppe, è il frutto di un lungo lavoro portato avanti dal sindacato a livello nazionale, con il coinvolgimento dei familiari delle vittime, in particolare nel comparto edile.
«Questo risultato è frutto di un grande impegno della Fillea Cgil nazionale con, in prima linea, il segretario Antonio Di Franco. Il sindacato ha organizzato molte iniziative con i familiari di vittime del lavoro. La proposta è stata presa in carico dall’onorevole Chiara Gribaudo del Pd ed è stata poi votata all’unanimità alla Camera», spiega Mastrogiuseppe.
Il segretario trentino rivendica il ruolo del sindacato nella tutela concreta dei lavoratori e delle loro famiglie: «A chi critica la Cgil dicendo che fa politica, ecco: questo è il nostro modo di fare politica, dare risposta ai lavoratori e alle loro famiglie».
Mastrogiuseppe richiama inoltre le difficoltà economiche che possono accompagnare una tragedia sul lavoro: «È inaccettabile – ed è una cosa che purtroppo è successa – che una famiglia debba pignorare la casa per avere ragione di un’ingiustizia».
«La prossima battaglia è una procura nazionale»
Per la Fillea Cgil, l’approvazione alla Camera rappresenta un passaggio importante, ma non esaurisce l’impegno sul fronte della sicurezza. «La prossima battaglia sarà per avere una procura nazionale che si occupi delle morti sul lavoro», annuncia Mastrogiuseppe.
Il sindacato chiede inoltre che il Senato proceda rapidamente all’approvazione definitiva della legge e che si apra una discussione più ampia sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le richieste, il riconoscimento di tutte le persone morte sul lavoro come “vittime del dovere”, così da garantire loro pari tutele.
Landini: «La sicurezza non è un costo»
Sul tema interviene anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che sottolinea il valore del sostegno legale per le famiglie colpite dagli infortuni più gravi.
«La sicurezza non è un costo e la giustizia non può dipendere dalle disponibilità economiche delle persone. Dietro ogni vittima ci sono famiglie e diritti che lo Stato ha il dovere assoluto di difendere, affinché la piaga delle morti sul lavoro possa finalmente finire», afferma Landini.
Ora l’attenzione si sposta sul Senato, dove il sindacato auspica un iter rapido per rendere definitiva la misura e rilanciare il confronto sulle garanzie da riconoscere a chi subisce le conseguenze più gravi degli incidenti sul lavoro.
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