Economia
venerdì 6 Novembre, 2026
Gasolio agricolo, aumenti da allarme (+63%). E c’è chi chiede l’intervento della Provincia
di Francesco Terreri
Il gas rincara del 9% per 20mila vulnerabili trentini. Elettricità: aumenti +37% per 86mila clienti
Un intervento provinciale straordinario per sostenere le imprese agricole, zootecniche e forestali alle prese con il forte aumento dei costi dei carburanti. È questa la proposta elaborata dal Dipartimento Trasporti di Forza Italia Trentino, su iniziativa del suo responsabile provinciale Paolo Magnanini, e tradotta in un atto istituzionale attraverso la mozione numero 462, depositata in Consiglio provinciale il 28 ottobre dal consigliere Claudio Cia. «Quando si parla di caro carburanti, il pensiero va soprattutto agli automobilisti e agli autotrasportatori – osserva Magnanini – ma ci sono interi comparti produttivi per i quali il gasolio rappresenta una spesa indispensabile. Pensiamo agli agricoltori, agli allevatori e a chi lavora nei boschi. Sono attività che non possono semplicemente fermare i macchinari o rinviare le lavorazioni quando il carburante aumenta». Secondo le rilevazioni della Camera di Commercio di Trento, tra febbraio e ottobre 2026 il prezzo del gasolio agricolo, per consegne fino a 2.000 litri, è passato da 1,039 a 1,697 euro al litro, con un incremento di circa il 63%. Un rincaro che incide sui costi di produzione di un settore che in Trentino conta oltre 11.000 imprese agricole attive.
L’obiettivo dell’iniziativa è verificare la possibilità di introdurre anche in Trentino una misura straordinaria, complementare agli aiuti nazionali, per compensare parte dei maggiori costi rimasti a carico delle aziende. La mozione prevede tre impegni per la Giunta provinciale: una ricognizione dell’impatto effettivo dei rincari sulle imprese, la valutazione di un possibile intervento provinciale e l’individuazione delle eventuali risorse e modalità attuative. È previsto che la Giunta riferisca al Consiglio entro 90 giorni dall’approvazione della mozione.
«Ho accolto con interesse il lavoro sviluppato da Paolo Magnanini e dal Dipartimento Trasporti, contribuendo a trasformarlo in una mozione formalmente presentata al Consiglio provinciale – spiega Cia – Credo sia importante valorizzare chi, all’interno del partito, dedica tempo ed energie ad approfondire i problemi del territorio. Il ruolo di chi rappresenta Forza Italia nelle istituzioni è anche quello di offrire uno sbocco concreto a questo impegno, favorendo la partecipazione dei giovani e il lavoro dei dipartimenti tematici».
Intanto altri aumenti si registrano nelle bollette energetiche. Arera, l’Autorità di regolazione per l’energia, ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di ottobre: le quotazioni all’ingrosso hanno subito un deciso rialzo e la spesa totale dell’utente tipo aumenta del 9,1% rispetto al mese precedente. Pertanto, per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas è pari a 88,36 euro a megawattora. In Trentino i clienti vulnerabili, già clienti a maggior tutela, sono circa 20mila su 169mila clienti totali per il metano. Sempre l’Arera spiega che per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili dell’energia elettrica attualmente serviti in maggior tutela – 86mila in Trentino – nel quarto trimestre del 2026 la bolletta della luce aumenterà del 37,3% rispetto al trimestre precedente. L’aumento, sottolinea l’Autorità, è dovuto all’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica, che riflette le attese di crescita del prezzo all’ingrosso nel prossimo trimestre. «Continua infatti a pesare l’instabilità del quadro geopolitico internazionale, che incide sui prezzi delle materie prime energetiche e, in particolare, del gas naturale a cui i valori all’ingrosso dell’elettricità restano ancora strettamente legati».
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