Salute

martedì 6 Ottobre, 2026

Fuga dagli ospedali trentini, nel 2026 già 83 dimissioni. Per medici e infermieri il trend è in aumento rispetto agli anni precedenti

di

La risposta all'interrogazione di Zanella (Pd). Preoccjupa il dato 29 dirigenti medici cessati nei primi sei mesi del 2026, già pari a oltre la metà delle 47 cessazioni registrate nell'intero 2025

Sono state 83 le cessazioni di personale sanitario dall’Azienda sanitaria nel primo semestre del 2026, di cui 29 relative a dirigenti medici. È uno dei dati forniti dall’assessore provinciale alla Salute Mario Tonina in risposta a un’interrogazione del consigliere del Pd Paolo Zanella, che aveva chiesto di conoscere il numero delle dimissioni nel 2024, 2025 e nei primi sei mesi del 2026.

La richiesta riguardava in particolare le dimissioni volontarie senza diritto alla quiescenza e la mobilità interregionale, con una suddivisione per ruolo professionale. Zanella aveva inoltre chiesto se l’Azienda sanitaria monitorasse la destinazione dei professionisti che lasciano il servizio, ad esempio verso il settore privato, il privato convenzionato o altre aziende sanitarie fuori provincia.

La domanda, ha spiegato il consigliere, nasce anche dagli ultimi episodi di dimissioni che hanno interessato dirigenti medici di un reparto di un ospedale trentino e da quella che viene descritta come una serie di uscite di personale sanitario dall’Azienda sanitaria provinciale registrate negli ultimi anni.

I numeri

Nella sua risposta, Tonina ha fornito i dati complessivi relativi alle cessazioni del personale sanitario dell’Azienda sanitaria, considerando sia i rapporti di lavoro a tempo determinato sia quelli a tempo indeterminato e le diverse aree professionali.

Le cessazioni sono state:

  • 175 nel 2024;
  • 165 nel 2025;
  • 83 nel primo semestre del 2026.

Per quanto riguarda i soli dirigenti medici, le cessazioni sono state 54 nel 2024, 47 nel 2025 e 29 nei primi sei mesi del 2026. Dunque, seppur il numero totale risulti in linea con quello degli ultimi anni, grazie al conteggio di altre figure (come tecnici di laboratorio), il 2026, se il trend sarà confermato, potrebbe vedere un numero più alto rispetto al biennio precedente in termini di addi da parte di medici e infermieri.

Un altro punto sollevato nell’interrogazione riguarda la destinazione dei professionisti che decidono di lasciare l’Azienda sanitaria.

Tonina ha precisato che questo dato è disponibile nei casi di mobilità interregionale, quando lo spostamento comporta uno scambio formale di informazioni tra le aziende sanitarie interessate.

Diversa è invece la situazione per le dimissioni volontarie. In questi casi, ha spiegato l’assessore, il dipendente non è tenuto a comunicare né le motivazioni della scelta né la propria destinazione professionale. Di conseguenza, queste informazioni non vengono rilevate negli atti amministrativi dell’Azienda sanitaria.

Zanella: «Bisogna capire le ragioni delle dimissioni»

Nella replica, Zanella ha sottolineato la necessità di monitorare le ragioni che portano il personale sanitario a lasciare l’Azienda, anche per comprendere quanto possano incidere fattori organizzativi e legati al clima di lavoro.

Il consigliere ha richiamato in particolare il dato dei 29 dirigenti medici cessati nei primi sei mesi del 2026, già pari a oltre la metà delle 47 cessazioni registrate nell’intero 2025.

Per Zanella si tratta di un dato che merita un approfondimento, anche alla luce della necessità di garantire nel tempo la tenuta del sistema sanitario provinciale.

«Molti professionisti che si dimettono – commenta il consigliere dem – lamentano il disinteresse dell’Azienda nell’indagare le cause delle loro dimissioni, che la maggior parte delle volte riguardano lo scarso benessere organizzativo, la poca attenzione alle loro opportunità di sviluppo professionale, le difficoltà a conciliare. Su questo assessorato e azienda dovrebbero interrogarsi a fondo, ma per ora non sembrano averlo fatto. Vanno capite le ragioni di queste dimissioni».

Commenti: