Intrattenimento
domenica 20 Settembre, 2026
Festivolare, migliaia con gli occhi al cielo tra warbird, acrobazie e grandi elicotteri
di Luigi Carretta
Grande partecipazione di pubblico oggi all'aeroporto Caproni di Mattarello per osservare le acrobazie di tanti volivoli d'epoca
Non era cominciata sotto i migliori auspici la dodicesima edizione di Festivolare, ma alla fine il cielo sopra l’aeroporto Caproni di Mattarello ha avuto la meglio sugli imprevisti. La grande festa del volo si è chiusa oggi, domenica 20 settembre, con migliaia di persone assiepate lungo le transenne e sulle tribune, gli occhi rivolti verso l’alto per un pomeriggio nel quale decolli, atterraggi e passaggi a bassa quota si sono succeduti a ritmo serrato.
Il primo contrattempo era arrivato venerdì. Uno dei tre Fiat G.46 della formazione Sorlini, presenza abituale a Festivolare, aveva effettuato un atterraggio pesante, finendo fuori pista e riportando danni anche all’elica. Nessuna conseguenza per gli occupanti, ma aereo ricoverato in hangar e formazione ridotta: al posto dei consueti tre G.46, nel fine settimana ne sono così decollati soltanto due. Nel pomeriggio di venerdì era arrivata un’altra notizia poco gradita: il C-27J Spartan dell’Aeronautica Militare, bimotore da trasporto tattico della 46ª Brigata Aerea di Pisa e una delle presenze più attese, non avrebbe raggiunto Trento per sopravvenute esigenze operative. Una defezione importante per un velivolo che avrebbe certamente rappresentato una delle maggiori attrazioni. Le assenze non hanno però impedito a Festivolare di offrire spettacolo. Tra i protagonisti più applauditi il P-51 Mustang della collezione Sorlini, uno dei più celebri caccia della Seconda guerra mondiale, presentato nella rara configurazione da ricognizione fotografica e restaurato nelle condizioni e nella livrea dell’epoca. Il rombo del suo potente motore e i passaggi davanti al pubblico hanno riportato nel cielo di Mattarello una delle sagome più conosciute della storia dell’aviazione. In forze, per il quinto anno consecutivo, anche i Flying Bulls. Una delle stelle è stata il Grumman F8F Bearcat, poderoso caccia imbarcato americano sviluppato sul finire della Seconda guerra mondiale. Dopo tre anni di restauro è stato riportato allo splendore originale nella livrea blu e oro utilizzata dai Blue Angels della Marina statunitense nel dopoguerra. Con il suo motore da circa 2.200 cavalli il Bearcat ha dato una dimostrazione impressionante di potenza e agilità, con passaggi bassi e veloci e manovre acrobatiche.
Non meno spettacolare il TAH-1 Cobra dei Flying Bulls, derivato dal celebre elicottero da combattimento americano AH-1 nato negli anni della guerra del Vietnam. Restaurato e riportato in condizioni di volo, con livrea nera e argento e il toro rosso sulle fiancate, il Cobra ha mostrato una sorprendente manovrabilità, accompagnando le evoluzioni con fumo ed effetti luminosi. Sempre Red Bull l’esibizione dei Rotorwings, con i piccoli autogiri MTO Sport impegnati in evoluzioni coordinate e incroci davanti al pubblico, aggiungendo ulteriore varietà a un programma che ha alternato macchine dalle caratteristiche diversissime.
Una delle novità più curiose è sembrata uscire direttamente dagli spettacoli aeronautici degli anni Venti. Per la prima volta a Mattarello si è vista l’esibizione di wingwalking della 46 Aviation: Emiliano Del Buono ai comandi di un Boeing Stearman e la moglie Danielle sull’ala superiore del biplano. Mentre l’aereo effettuava passaggi davanti al pubblico, la wingwalker rimaneva assicurata sopra l’ala, rievocando le imprese dei pionieri dell’aviazione. Il programma ha mantenuto un ritmo sostenuto, alternando macchine storiche e moderne.
In volo anche gli Yakovlev di progettazione sovietica, che hanno mostrato le proprie notevoli caratteristiche acrobatiche, insieme agli altri velivoli sportivi e ultraleggeri presenti al Caproni. Importante anche la componente istituzionale. Sul piazzale erano schierati gli elicotteri delle forze armate, delle forze dell’ordine e dei servizi di soccorso. L’Esercito ha portato a Trento l’UH-169D del 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito «Altair» di Bolzano, affiancato dai mezzi di Guardia di Finanza e Carabinieri. Immancabile il Nucleo Elicotteri della Provincia autonoma di Trento. Festivolare, però, non è soltanto un airshow.
Per tutta la giornata sono rimasti aperti il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni e gli hangar delle aziende che operano sul sedime aeroportuale, permettendo ai visitatori di conoscere anche il lavoro che si svolge dietro le quinte dell’aviazione. Presente inoltre l’Aeroclub di Bolzano con i propri velivoli in mostra statica. La mattina ha avuto un’atmosfera più tranquilla. Prima dell’inizio delle esibizioni il pubblico ha potuto raggiungere le piazzole, osservando da pochi metri aerei storici, ultraleggeri, elicotteri e macchine acrobatiche. Piloti e tecnici hanno accolto i visitatori, risposto alle domande e raccontato caratteristiche e storia dei mezzi. Un’occasione per toccare quasi con mano velivoli che poche ore dopo sarebbero stati protagonisti in cielo.
Spazio anche all’aeromodellismo, con riproduzioni radiocomandate di notevoli dimensioni: tra queste un elicottero Lama in scala e un Canadair CL-215 con apertura alare superiore ai due metri. Il cambio di passo è arrivato nel pomeriggio, quando l’afflusso è aumentato rapidamente.
Praticamente occupati tutti i posti disponibili e le aree lungo le transenne, mentre sul Caproni iniziava una sequenza quasi continua di decolli e atterraggi. Un velivolo lasciava la pista mentre quello successivo si preparava a decollare, con pochissimi intervalli tra un’esibizione e l’altra e una giornata di sole a offrire lo scenario ideale. Qualche assenza si è inevitabilmente fatta sentire. Oltre al C-27J e al terzo G.46, quest’anno è mancato anche l’MB-326 di Renzo Catellani, il jet da addestramento storico che nelle precedenti edizioni aveva regalato al pubblico i suoi caratteristici passaggi veloci a bassa quota. Defezioni che non hanno compromesso una manifestazione capace ancora una volta di richiamare migliaia di persone. Festivolare ha confermato la propria formula: non soltanto osservare gli aeroplani in volo, ma entrare per un giorno nel mondo dell’aviazione, incontrando piloti e tecnici e avvicinandosi a macchine che raccontano quasi un secolo di storia del volo.
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