Il caso

martedì 21 Novembre, 2023

Femminicidio di Giulia Cecchettin, il testimone: «Ho sentito urlare e ho chiamato i carabinieri»

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Purtroppo quando i carabinieri sono arrivati, la macchina di Turetta già non c'era più

Marco Musmeci vive davanti al parcheggio dove Filippo Turetta avrebbe accoltellato e aggredito Giulia Cecchettin la prima volta, a 150 metri da dove abita Giulia a Vigonovo. Lì sono sono state trovate tracce di sangue e la lama di un coltello. Mentre sabato sera si stava fumando una sigaretta in balcone Marco ha sentito urlare «mi fai male aiuto» e ha chiamato i carabinieri. «Non posso dire altro, tutto quello che dovevo dire l’ho detto alle forze dell’ordine e ai familiari di Giulia». Quando i carabinieri sono arrivati, la macchina di Turetta già non c’era più. Aveva percorso meno di 10 km per raggiungere la zona industriale di Fossò, in via Quinta Strada. Proprio qui ci sarebbe un secondo testimone che potrebbe aver assistito all’aggressione di Giulia, si tratterebbe di un addetto alla sorveglianza dello stabilimento di Dior che da dentro la guardiola avrebbe assistito alla scena e sentito la urla della giovane. La guardiola infatti è presidiata tutte le notti. La notizia è confermata da fonti accreditate che riferiscono inoltre «che sarebbe stato proprio lui a riferire ai carabinieri che Giulia urlava “mi fai male”». Le telecamere a circuito chiuso che hanno registrato la scena infatti non hanno audio e non puntano direttamente sulla strada pubblica ma sul parcheggio di Dior e hanno quindi ripreso la scena parzialmente.