La storia

domenica 7 Giugno, 2026

Federica Casagranda, campionessa di powerlifting: «Quando sollevo i pesi mi connetto con me stessa»

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L'atleta di Brusago (Bedollo): «Sono partita da autodidatta, poi la svolta quando ho conosciuto il mio coach»

Quando Federica Casagranda è entrata per la prima volta in palestra non si sarebbe aspettata di gareggiare a livello nazionale e poi mondiale nel powerlifting. «Non avevo mai fatto sport: un certo punto però ho incontrato il mio coach, Marco Groaz che ha visto in me il potenziale per gareggiare nel sollevamento pesi», racconta la giovane classe 2000, originaria di Brusago. Sotto la sua guida, e tra i ranghi di una squadra di agonisti, nel 2023 è riuscita a diventare campionessa mondiale della categoria junior (e per i pesi sotto i 63 chilogrammi), fissando il nuovo record per lo squat sollevando 185 chilogrammi. Ora la sua carriera da agonista prosegue nella categoria senior (che comprende gli atleti dai 24 ai 39 anni), dividendo la sua vita tra lavoro, studio, e le gare in uno sport dove spesso le migliori sono proprio le ragazze e che, come spiega, è in grado di «farti connettere di più con te stessa».
Federica, come ha iniziato ad appassionarsi al powerlifting?
«In realtà da piccola non avevo mai fatto attività sportiva. Ero piuttosto sedentaria, e ho cominciato solo da adolescente. A un certo punto ho deciso di fare sport, e mi sono iscritta alla Muscle Gym Academy di Piné. All’inizio sono partita da autodidatta e non ero molto interessata. Poi però ho conosciuto il mio coach, Marco Groaz che ha visto in me del potenziale. Abbiamo iniziato a fare dei piccoli programmi per il powerlifting e ho cominciato anche con le prime gare a Piacenza. Mi sono appassionata alle metodologie degli esercizi, alla sensazione che dà l’allenamento».
Quando ha cominciato invece con l’agonismo?
«Nel 2019, quando sono entrata in una squadra di Parma. Ho visto che avevo talento e ho proseguito con le gare: nel 2023 ho fatto la mia prima competizione nazionale dove ho battuto lo storico record di squat con 184.5 chilogrammi, per l’età junior, nella categoria di peso sotto i 63 chilogrammi. Poi c’è stato il mio primo mondiale in Romania, e a ottobre l’europeo a Budapest dove ho battuto il record mondiale di squat con 185 chili».
Come funzionano le gare di questo sport?
«Si tratta di una disciplina in cui si deve sollevare una volta il massimo peso possibile nei tre esercizi fondamentali: panca, squat e stacco. Hai tre tentativi per ogni specialità e viene considerato il carico più alto sollevato in un tentativo giudicato valido. Poi viene fatto il totale dei tre pesi. Adesso gareggio nella categoria senior, sempre nei pesi sotto i 63 chilogrammi. All’europeo del 2025 sono arrivata sesta con una medaglia d’argento nello squat, a cinque chili dall’oro. Nei giorni scorsi ho gareggiato in una nuova federazione, la Fipe, e sono riuscita ad arrivare al primo posto con un totale di 472,5 chili e mezzo: 195 di squat, 95 di panca, e 182,5 di stacco. Alla fine di quest’anno, a ottobre, sarò alle finali nazionali che si terranno a Roma».
È complicato conciliare la vita quotidiana con l’agonismo sportivo?
«Riuscire a preparare una gara e allo stesso tempo tenere una vita fuori dallo sport non è semplice. Sono 10 anni che gareggio e ho trovato il mio metodo, alternando di volta in volta le mie priorità. Intanto sono riuscita a completare anche una triennale in scienze dell’alimentazione all’università San Raffaele e ora sto proseguendo con una magistrale: l’aspetto alimentare è fondamentale in uno sport come questo, e il mio obiettivo è seguire proprio gli sportivi. In tutto questo c’è anche il lavoro alla palestra Oltre Fit di Pergine, come istruttrice».
Lei crede che il sollevamento pesi sia uno sport ancora considerato solo maschile?
«Prima del Covid era uno sport di nicchia, e in effetti soprattutto maschile. A volte mi sono sentita dire che avrei dovuto fare qualcos’altro. Ma dopo il 2023 il powerlifting è esploso, così come le iscrizioni femminili. C’è poi da dire che, in proporzione, le atlete italiane sono più forti rispetto agli uomini. In parte è genetica, ma forse manca qualcosa in ambito di allenamento rispetto a Paesi come l’Inghilterra, per fare un esempio».
Cosa direbbe a una ragazza che vuole avvicinarsi al powerlifting?
«Sicuramente che si tratta di uno sport capace di cambiarti in positivo a livello fisico, che ti insegna a muoverti a essere più coordinata. Ma al di là di questo, essendo uno sport individuale e ti insegna anche a parlare con te stessa e a trovare una connessione con te. Ti spiega cosa significa sacrificare qualcosa per ottenere di più, a essere disciplinata e motivata. Sono cose che funzionano anche fuori dalla palestra. Io lavoro, studio e mi alleno tutta la settimana: è una cosa che riesco a fare perché me lo ha insegnato lo sport, tutto arriva col tempo e la pazienza. Sviluppi una forza fisica, ma anche mentale».