Economia
lunedì 18 Maggio, 2026
Fatturato trentino in crescita nel 2025 (+1,2%), ma calano le esportazioni (-3,3%). De Zordo: «Siamo chiamati a un’ulteriore sfida»
di Redazione
L'analisi della Camera di Commercio: «Rallentamento nei mesi conclusivi dell'anno»
Il fatturato cresce, ma il calo dell’export e le tensioni geopolitiche generano incertezza per il futuro. È quanto emerge dal rapporto della Camera di commercio trentina sull’andamento economico del 2025. «Nel complesso, la crescita del fatturato si è attestata all’1,2%, sostenuta soprattutto dai servizi alle imprese, mentre il manifatturiero e il commercio al dettaglio hanno manifestato maggiori criticità», si legge nel documento.
Le maggiori criticità provengono, come evidenziato dal T nei mesi scorsi, sul fronte delle esportazioni: «L’attività economica provinciale è stata supportata principalmente dalla domanda interna, sia nazionale che locale – prosegue la Camera di commercio – Al contrario, il contributo della componente estera è risultato negativo: le esportazioni trentine hanno infatti registrato una flessione (-3,3%), riconducibile al rallentamento delle economie dei principali partner commerciali e alle misure protezionistiche introdotte dall’amministrazione americana. La debolezza della domanda estera ha colpito in particolare il comparto manifatturiero e i settori maggiormente orientati ai mercati internazionali, contribuendo a rallentare la crescita complessiva del fatturato. Le valutazioni espresse dagli imprenditori sulle prospettive aziendali hanno inoltre evidenziato un lieve peggioramento nella parte finale del 2025».
Cresce di poco (0,8%) anche l’occupazione, soprattutto nei settori dei servizi alle imprese e dei trasporti: «La crescita, seppur attenuata, registrata nel corso del 2025, mette in luce, ancora una volta, la capacità di resistenza del sistema imprenditoriale trentino a un quadro globale complesso – commenta il presidente Andrea De Zordo – La solidità del nostro sistema economico e imprenditoriale è però oggi chiamata a un’ulteriore sfida, a causa dell’inasprimento del quadro geopolitico internazionale in questo avvio di 2026. In tale contesto, diventa determinante la durata del conflitto mediorientale: secondo i maggiori osservatori economici, infatti, una rapida soluzione della crisi renderebbe lo scenario, per quanto difficile, ancora gestibile dal nostro sistema produttivo; al contrario, un prolungamento delle ostilità renderebbe la situazione decisamente più critica, aggravando le incertezze su costi e approvvigionamenti».
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