L'intervista
venerdì 12 Giugno, 2026
Eraldo Pecci e i cinquant’anni dallo scudetto del Torino: «Cosa avevamo più della Juve? Non lo so, ma con Zoff e Scirea giocavamo a scopone»
di Lorenzo Fabiano
Da giovane giocò con Maradona: «Diego era un ragazzo molto generoso»
Una maglia, granata, intrisa di sudore, dolore, romanticismo e tanta appartenenza. Una maglia omerica, quella del Torino, che esprime tutti quei valori che oggi gli appassionati stentano sempre di più a trovare in un calcio molto più attento al codice Iban che al cuore, un calcio che oggi i tifosi li tratta come clienti. Romagnolo verace, simpatia contagiosa, Eraldo Pecci è uno degli eroi della cosiddetta «rivoluzione granata» che mezzo secolo fa riscrisse la geopolitica del calcio italiano e di una città, Torino. Fu infatti il Toro di Gigi Radice, con una fantastica rimonta, a scucire lo scudetto dal petto della Juventus, i cugini ricchi, i padroni. Ventisette anni dopo Superga, il Torino era di nuov...
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