Scuola

domenica 11 Ottobre, 2026

Educazione sessuale nelle scuole, trattativa tra Asuit e Provincia per riprendere i corsi: si discute di esperti e materiali didattici

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L’Azienda sanitaria conferma la volontà di proseguire i percorsi, ma resta la distanza con il Dipartimento Istruzione sull’applicazione della legge Valditara e sulle modalità di svolgimento degli incontri

Tra l’Azienda sanitaria (Asuit) e Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento c’è un braccio di ferro non da poco. Ieri questo giornale ha dato contro di una mail inviata dal Dipartimento prevenzione di Asui rivolta agli istituti scolastici superiori in cui veniva comunicata la necessità di «sospendere temporaneamente l’erogazione del progetto «Conoscere il consultorio».

E più esplicitamente: «Tutte le date già concordate con le ostetriche dei consultori sono da considerarsi sospese e, pertanto, gli incontri programmati non potranno avere luogo». Il motivo? La circolare dell’assessora all’Istruzione Francesca Gerosa che riprende pari pari quella del ministro Giuseppe Valditara volta a limitare l’educazione sessuale nelle scuole. Ora Asuit manda una nota che cerca di gettare acqua sul fuoco: «La promozione e l’educazione alla salute rappresentano pilastri fondamentali delle politiche di prevenzione. Asuit conferma pertanto la volontà di assicurare la prosecuzione di queste attività, nel rispetto della normativa vigente e delle disposizioni introdotte dalla cosiddetta Legge Valditara, anche per quanto riguarda le modalità di acquisizione del consenso informato in ambito scolastico». Asuit fa sapere che «sono già state avviate le attività necessarie ad adeguare i percorsi formativi alle nuove disposizioni, proseguendo la proficua collaborazione in atto con il Dipartimento istruzione, anche al fine di salvaguardare la qualità degli interventi e valorizzare le competenze dei professionisti sanitari che da anni collaborano con le istituzioni scolastiche».

Le ultime righe sono da leggere con attenzione, perché è lì che inizia il braccio di ferro. Il Dipartimento Istruzione vorrebbe che tutti i curriculum dei professionisti — selezionati e formati dall’Azienda sanitaria — fossero valutati dai consigli di classe che intendono aderire al progetto Conoscere il consultorio. Una richiesta che Asuit respinge, difendendo la professionalità dei propri collaboratori. Un’altra richiesta è quella del materiale didattico, e anche qui Asuit si è impuntata: non sarebbe d’accordo a inviare alle famiglie il materiale didattico, che andrebbe valutato nel contesto della lezione. Asuit, del resto, non si è mai sottratta all’incontro con i genitori degli studenti prima dell’erogazione del progetto, e quello dovrebbe rimanere il luogo del confronto con le famiglie. In ogni caso, nonostante il comunicato che ostenta pronta collaborazione, resta la distanza tra il Dipartimento prevenzione di Asuit e il Dipartimento Istruzione della Provincia di Trento e più che una collaborazione — come dice il comunicato — è in atto una trattativa che difficilmente si risolverà in tempo per far partite i percorsi educativi proposti. Da una parte la difesa della professionalità dei dipendenti pubblici e della scientificità dei percorsi proposti, dall’altra la volontà di ottemperare una circolare che ha come unico scopo la limitazione dell’accesso alle informazioni e all’educazione sessuale e affettiva a scuola.

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