Il sorpasso

sabato 21 Marzo, 2026

Ecco la nuova Mazda CX-5, il Suv nipponico più spazioso e comodo di prima

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Il best seller della casa di Hiroshima guadagna 11 centimetri e il vano bagagli supera i 2.000 litri

Mazda rinnova la propria best seller, il Suv CX-5, che a differenza delle nuove elettriche 6e e CX-6e continua a venire prodotto in Giappone, offerto esclusivamente ad alimentazione convenzionale, seppur elettrificata grazie alla tecnologia M Hybrid a 24 Volt abbinata al sistema brake-by-wire (l’impianto frenante a segnali elettronici anziché a fisici). Questa tecnologia è stata adottata per «massimizzare le prestazioni di frenata e l’efficienza di recupero dell’energia». Il cuore del gruppo propulsore è il benzina aspirato da 2.5 litri da 141 Cv e 238 Nm della famiglia e-SkyActiv, che subentra all’unità montata sul modello uscente, che era comunque un duemila. L’elevato rapporto di compressione aveva consentito alla casa di Hiroshima di aumentare l’efficienza dei motori SkyActiv potendosi permettere di offrire cilindrate importanti, rinunciando alla sovralimentazione. La decisione di continuare a puntare su un’unità «grande» dipende anche dalla volontà garantire fluidità e una distribuzione uniforme della coppia.

Allo stesso tempo, le soluzioni adottate da Mazda assicurano anche consumi più lineari (fino a oltre 14 chilometri di percorrenza per litro per le versioni a trazione anteriore), anche se non necessariamente contenuti, che non fanno rimpiangere il turbo, almeno a chi preferisce una guida «misurata» e composta. La potenza non arriva a quei livelli, ma la velocità di punta raggiunge i 187 km/h (185 per le declnazioni a quattro ruote motrici) e l’accelerazione da 0 a 100 all’ora è compresa tra i 10,5 e i 10,9”. Soprattutto in alcune situazioni, il quattro cilindri abbinato alla trasmissione automatica a sei marce si fa sentire anche dal punto di vista acustico: c’è chi gradisce anche questo aspetto. Fino alla fine di marzo la filiale italiana del costruttore del Sol Levante ha attivato una promozione da 3.000 euro (1.500 in più per chi è già cliente) su un listino che è già molto interessante e che parte dai 35.900 euro (quindi da 32.900) dell’allestimento d’ingresso, la Prima-Line a due ruote motrici comunque molto ben equipaggiata. Per il top di gamma, la Homura a trazione integrale, ne servono 47.450 (sconto escluso). La terza generazione della CX-5 è cresciuta sia un lunghezza, fino a 4,69 metri (11,5 centimetri in più rispetto a quella cui subentra), sia, più marginalmente, in larghezza e altezza. Le rinnovate proporzioni, collegate a linee chiaramente identificabili con l’impostazione del marchio, significano più spazio per gli occupanti, in particolare per quelli che siedono dietro, e per i bagagli.

La capienza del vano posteriore è cresciuta di 61 e 381 litri a seconda della configurazione dei sedili e oscilla tra 583 e 2.019. Anche per questo è un Suv per spostamenti significativi: incrociando i dati dell’omologazione con la capacità del serbatoio (da 56 o 58 litri a seconda della trazione) arriva a 800 chilometri di autonomia. L’abitacolo è ampio e anche luminoso (con il tetto panoramico opzionale da 1.500 euro disponibile sui due allestimenti più prestigiosi), oltre che comodo, rifinito con materiali di pregio. Nella plancia è inserito uno schermo dalla diagonale minima di 12.9” (15.6” quella massima) con un sistema multimediale moderno che integra Google e una funzionalità sviluppata per essere intuitiva, in ogni caso molto simile a quella degli smartphone, con comandi a sfioramento ai quali occorre fare un po’ l’abitudine. Con le sue 5 stelle EuroNcap ottenute ai crash test continentali, la CX-5 conferma che Mazda non fa compromessi sulla sicurezza. L’aggiornato pacchetto di Adas comprende funzioni implementate come, tra gli altri, lo Smart Brake Support, il Blind Spot Monitoring e il Driver Emergency Assist con Driver Monitoring, senza contare i dispostivi per la guida semi-automatizzata che contribuiscono a rendere «appetibile» il Suv di successo.