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giovedì 1 Ottobre, 2026

Dalle carceri ai centri di accoglienza per giovani mamme: l’Aquila Basket scende in campo per il sociale

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Le attività di AquiLab sono state presentate nel primo appuntamento del Festival dello Sport di Trento. Presenti anche i giocatori Jordan Bayehe e lo storico capitano Toto Forray

AquiLab è il laboratorio di progetti sociali e territoriali promosso dalla Fondazione Aquila per lo Sport Trentino per dare impulso a tutte le attività svolte da Dolomiti Energia Basket Trentino nell’ambito della scuola, del terzo settore e del mondo dell’associazionismo. Si tratta di un progetto articolato, che coinvolge a 360° il mondo bianconero e che viene sviluppato in rete con tantissime organizzazioni, associazioni e istituzioni del territorio. Le attività di AquiLab sono state presentate nel primo appuntamento del Festival dello Sport di Trento, il Gazza Cafè, condotto da Eva Gini, che ha intervistato i giocatori Jordan Bayehe e lo storico capitano Toto Forray. Insieme a loro anche Massimo Komatz, direttore AquiLab e One Team manager.

“AquilaLab – ha detto Komatz – è un grande contenitore all’interno del quale mettiamo tutto quello che cerchiamo di fare per la comunità e con la comunità. Noi crediamo fortemente nel fatto che lo sport sia un motore di inclusione sociale di coesione e di costruzione di un mondo più equo”.

“Noi diamo una mano alle diverse situazioni – ha detto capitan Forray – e ci fa sempre un grandissimo piacere. Queste attività servono anche per legare i nuovi giocatori al territorio”.

Jordan Bayehe ha ricordato la visita ad un centro di accoglienza per giovani mamme. “C’erano anche alcune ragazze – ha detto –  del mio Paese. Dunque abbiamo potuto parlare anche in francese. Mi ha fatto molto piacere che i giocatori facciano visita anche a questo tipo di realtà. Io sono diventato papà a vent’anni, dunque posso capire una donna che diventa madre giovane”.

Komatz ha poi raccontato l’attività in carcere. “E’ stato un percorso lungo, non è semplice entrare all’interno delle carceri, per vari motivi, ma è un’esperienza che ti arricchisce. Ringrazio la Società che ci dà sostegno e la spinta nel proseguire in questa preziosa attività”.

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