La storia
venerdì 22 Maggio, 2026
Dal primo mattone nel 1979 alla vocazione internazionale per la pace grazie a Chiara Lubich: il Centro Mariapoli compie 40 anni
di Emanuele Paccher
La struttura dei Focolari celebra il traguardo tra dialogo, fede e impegno sociale. Ecco tutti gli appuntamenti del fine settimana
Il Centro Mariapoli «Chiara Lubich» di Cadine spegne quaranta candeline. Una ricorrenza importante per un luogo che, fin dalla sua origine, si è posto l’obiettivo di promuovere i valori che la fondatrice del Movimento dei Focolari ha posto alla base della sua esistenza. Valori che si sostanziano nel dialogo tra le persone, le religioni, le nazioni nella promozione della pace.
La genesi
Alla fine del secondo conflitto mondiale, nel settembre 1948 Chiara Lubich aveva incontrato Igino Giordani, deputato, scrittore, giornalista, figura importante per il suo percorso. Nel 1950, in Primiero, era nata la prima città di Maria – chiamata Mariapoli –, intesa come luogo in cui persone di diverse estrazioni e condizioni si ritrovano per approfondire questioni religiose e non solo. Risale alla fine degli anni ’70 l’idea di costruire un Centro Mariapoli anche a Trento. Una signora di Cadine decise di donare un terreno parzialmente edificabile a tal fine. Nel 1979 venne posto il primo mattone e, nel 1986, venne inaugurato il Centro alla presenza di diverse personalità civili e religiose.
La diffusione
Oggi il Movimento dei Focolari è presente in 182 Paesi, con centri stabili in 87 Stati. Fanno parte del movimento cristiani di 350 Chiese e comunità ecclesiali, credenti di diverse religioni e persone di convinzioni non religiose, che condividono in vario modo spiritualità e obiettivi. Secondo le pagine ufficiali del Movimento, nel mondo si contano oltre 110.000 membri attivi e un totale di più di 2 milioni di persone coinvolte.
De Gasperi e Lubich
«Il Trentino ha donato al nostro Paese e non solo due gemme preziose. La prima è Alcide De Gasperi, la seconda è Chiara Lubich», racconta Lorenzo Dellai, già sindaco di Trento dal 1990 al 1998 e presidente della Provincia Autonoma di Trento dal 1999 al 2012. «Si tratta di gemme preziose perché hanno saputo attingere alle radici profonde della nostra storia, del nostro modo di essere, della nostra identità di terra di confine. Sia De Gasperi che Lubich sono stati testimoni di un’idea di futuro. Il primo nella ricostruzione del nostro Paese, nella costruzione della democrazia e dell’Unione Europea, la seconda sotto il profilo di unità tra le persone. Chiara Lubich ha saputo coniugare il messaggio di fede con un forte messaggio sociale e di umanità».
Il rapporto con Trento
L’ex primo cittadino di Trento ha conosciuto direttamente la fondatrice dei focolarini. «Era il 1995. Mi ricordo che Chiara Lubich invitò i trentini a incendiare la città coi loro ideali e valori», racconta Dellai. «Il suo rapporto con il Trentino è sempre stato profondo, anche se poi lei è diventata un personaggio universale che ha saputo interloquire tra tanti popoli, culture, religioni, idealità, ricomponendone le antinomie». Ed è proprio qui il significato più profondo del messaggio che Chiara Lubich ci ha lasciato: «Il tentativo di trovare fili conduttori è in estrema coerenza con la storia del nostro territorio, che è un territorio di confine e che nella composizione delle diversità ha vissuto momenti tragici ma anche di fortissima costruzione. Il Centro Mariapoli è dentro tutto questo».
Gli eventi per i 40 anni
Il legame che l’intero Movimento dei Focolari ha con Trento rimane ancora oggi speciale. Ed è per questo che il quarantesimo anniversario dalla fondazione del Centro Mariapoli di Trento è del tutto peculiare per gli aderenti al movimento e non solo. Si comincerà oggi – dalle 14.30 alle 18.30 con un workshop artistico curato dal gruppo musicale Gen Verde – dedicato ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 20 anni al Collegio Arcivescovile Celestino Endrici di Trento. Un workshop che proseguirà anche nella mattinata di domani, dalle 9 alle 13, destinato alla stessa fascia d’età.
Sempre domani, dalle ore 17 alle ore 18, si terrà poi un incontro dal titolo «Le realtà negate: fra cronaca e opinione, per linguaggi disarmati e disarmanti» nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Geremia. L’evento, che si inserisce all’interno della cornice del Festival dell’Economia, vedrà come ospiti, oltre al direttore de il T Simone Casalini che modererà l’incontro, il direttore di Città Nuova – rivista legata al Movimento dei Focolari che compie 70 anni – Giulio Meazzini, il direttore di Vita Trentina (che festeggia il centenario) Diego Andreatta, il direttore responsabile dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo Raffaele Crocco, la corrispondente da New Yorik di Radiocor-Il Sole 24 Maddalena Maltese e la prorettrice dell’Università di Trento Barbara Poggio.
Domenica ci sarà poi l’open day al Centro Mariapoli e il dibattito dal titolo «Generare bellezza sociale» (i posti per partecipare sono già esauriti) che vedrà protagonisti Elena Granata, docente di urbanistica al Politecnico di Milano; Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari; Franco Ianeselli, sindaco di Trento; Annalisa Pasini, delegata dell’area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi di Trento; Sara Alouani, giornalista de il T quotidiano; Claudio Bassetti, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza del Trentino Alto Adige. Alle 16.30 è previsto il concerto – riservato ai partecipanti all’open day – del gruppo Gen Verde.
Alla sera, sempre al Centro Mariapoli, il gruppo Gen Verde si esibirà nuovamente in un evento aperto al pubblico – ma già sold out – dalle ore 20.30 alle 22. Come parte integrante dell’evento è, infine, in costruzione un momento artistico del Gen Verde anche nella sezione femminile della Casa Circondariale di Spini di Gardolo.
Lo sguardo, infine, va al futuro. Lorenzo Dellai così conclude: «Penso che il futuro del centro possa e debba essere quello di essere un punto di ricostruzione di un profilo di comunità. Il tempo che viviamo è un tempo che rompe le relazioni, siano esse tra nazioni, tra continenti, tra gruppi sociali, tra generazioni, tra persone. Il messaggio di Chiara Lubich è un antidoto a tutto questo e il Centro Mariapoli potrà essere uno dei punti di riferimento della nostra comunità».
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