La storia

venerdì 22 Maggio, 2026

Diagnosi precoce del Parkinson con l’AI: Letizia Girardi vince il premio in memoria di Giulia Cecchettin grazie alle sue ricerche

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Grazie al suo elaborato di Tesi, Girardi è fra le eccellenze premiate a livello nazionale nell’ambito di «Ingegneri Eccellenti 2025»

Dalla Piana Rotaliana ai confini più avanzati della ricerca tra intelligenza artificiale e neurologia clinica: Letizia Girardi vince il premio di Laurea Giulia Cecchettin istituito dal Collegio degli Ingegneri di Venezia in memoria della studentessa Padovana vittima di femminicidio nel 2023. Grazie al suo elaborato di Tesi, Girardi è fra le eccellenze premiate a livello nazionale nell’ambito di «Ingegneri Eccellenti 2025», il riconoscimento dedicato alle migliori magistrali nei settori dell’ingegneria civile-ambientale, industriale e dell’informazione.

Classe 2000, originaria di Roverè della Luna, oggi dottoranda all’Università di Trento nel campo dell’IA applicata alla salute, Letizia Girardi ha conquistato il premio grazie alla sua tesi magistrale sviluppata al Disi – Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento sotto la guida del professor Paolo Giorgini.

Il titolo del lavoro racconta già l’ambizione della ricerca: «Automatic measurement and analysis of Perivascular Spaces in Parkinsonian subjects from brain MRI images», ovvero: un sistema automatico per la misurazione e l’analisi degli spazi perivascolari cerebrali in pazienti affetti da Morbo di Parkinson attraverso immagini di risonanza magnetica.

Un lavoro che si colloca in uno dei punti oggi più avanzati della medicina contemporanea, l’incontro fra neuroscienze, imaging del cervello e intelligenza artificiale, e in un tipo di diagnostica cruciale per affrontare gravi malattie.

«Gli spazi perivascolari sono piccole strutture microscopiche presenti nel cervello – ha spiegato Latizia Girardi- che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella ricerca neurologica. Quando risultano dilatati possono diventare biomarcatori, indicatori precoci della progressione di malattie neurodegenerative come il Parkinson, essendo correlati sia ai sintomi motori sia ai disturbi cognitivi e comportamentali associati alla patologia».

La ricerca di Letizia Girardi affronta una delle principali criticità del settore: la difficoltà di analizzare questi biomarcatori in modo rapido, preciso e riproducibile, soprattutto nei pazienti con Parkinson. «I metodi tradizionali richiedono lunghi processi manuali di osservazione e segmentazione delle immagini delle risonanze magnetiche – ha sottolineato la ricercatrice – con margini di variabilità molto ampi, in particolare nella valutazione dei volumi».

La tesi propone invece un approccio automatizzato capace di integrare tecniche avanzate di elaborazione delle immagini. Un approccio lungimirante, che, oltre al premio, è valso anche una grande soddisfazione: «Ho già altri paper in revisione e un lavoro in corso con l’Ospedale di Rovereto, con la direzione di radiologia, il dottor Cosimo Quattrocchi, che dovrebbe tradursi in reality».

La teoria, insomma, c’è, la pratica quasi: vengono utilizzati algoritmi in un sistema costruito attraverso una rete neurale, fra i modelli più avanzati oggi utilizzati nell’ambito dell’analisi medica tramite intelligenza artificiale, capace di evidenziare chiaramente gli spazi perivascolari in immagini 3D. «L’obiettivo clinico non è solamente diagnostico – ha continuato la dottoranda – Il sistema sviluppato punta a monitorare nel tempo la dinamica degli spazi perivascolari verificando se terapie basate su esercizi motori e cognitivi possano contribuire a ridurne il volume, migliorando la condizione».

Una ricerca col potenziale di cambiare delle vite, dunque, che è valsa il meritato plauso accademico.

Nelle valutazioni ufficiali del premio, il Collegio degli Ingegneri di Venezia ha sottolineato infatti come la tesi riesca a «coniugare efficacemente competenze avanzate di deep learning con una solida applicazione clinica», evidenziando il rigore metodologico dello studio, la qualità della validazione scientifica e la collaborazione costante con esperti neuroradiologi.

Un riconoscimento che premia certamente il valore scientifico della ricerca, ma che racconta anche il percorso di una giovane professionista cresciuta in Rotaliana, da dove ha spiccato il volo verso uno degli ambiti più strategici della ricerca internazionale: «Non è sempre facile partire da realtà più piccole, ma se trovi ciò che ti piace e buoni supporti, come lo è l’Università di Trento, puoi fare grandi cose» ha sottolineato al ricercatrice. Soddisfazione diffusa sul territorio, con una pioggia di complimenti per Letizia Girardi, che è pronta a guardare al futuro: «Dietro alle parole “intelligenza artificiale” c’è molto di positivo, ci sono strumenti che possono incidere direttamente sulla qualità della vita delle persone, migliorando diagnosi, monitoraggio e cura. È una tecnologia valida soprattutto se viene insegnata, sin da giovanissimi».