Crescono i «comuni ricicloni» in Trentino: 107 su 166 sono sopra la soglia 65% di differenziata
mercoledì 21 Gennaio, 2026
Crescono i «comuni ricicloni» in Trentino: 107 su 166 sono sono «rifiuti free»
di Massimiliano Moser
In testa Fai della Paganella, Spormaggiore, Fornace e Civezzano. Fanalini di coda Trambileno e Terragnolo. Tra i grandi centri «vince» Pergine
Ridurre, riciclare e riutilizzare non sono più soltanto parole chiave della sostenibilità, ma scelte concrete che incidono sulla qualità della vita e sull’ambiente trentino. Questi i temi dell’iniziativa «Rifiuti in circolo: soluzioni per un territorio sostenibile», presentata ieri dal circolo di Trento di Legambiente all’interno dell’ecoforum «Comuni ricicloni Trentino».
L’iniziativa, presentata alla Fondazione Caritro, è stata pensata per valorizzare le migliori esperienze trentine in tema di gestione dei rifiuti ed economia circolare. «La provincia di Trento è una delle migliori per la raccolta differenziata, con una media percentuale di rifiuti differenziati di ben 82,8% — ha esordito Andrea Pugliese, presidente di Legambiente Trento — poi dipende dalle zone: quelle con le migliori percentuali sono l’Alta Valsugana e Rotaliana, nei posti turistici invece si fa più fatica».
Accanto alle percentuali di raccolta differenziata, Legambiente ha stilato la lista dei cosiddetti «Comuni rifiuti free», ossia quei municipi che hanno un secco residuo inferiore ai 75 chilogrammi per abitante all’anno: in Trentino sono 107 su 166, pari al 64,5% del totale. «È una buona percentuale ma puntiamo ad aumentarla ancora — ha aggiunto Pugliese — Il Comune di Terre d’Adige è il migliore con una percentuale di oltre il 94,3% di rifiuti differenziati, nei Comuni con oltre 15mila abitanti abbiamo Pergine al primo posto, seguito da Trento e Rovereto».
In termini di raccolta differenziata, dopo Terre d’Adige, al secondo posto si piazza Fai della Paganella (94%), seguito da Spormaggiore (93,5%), Fornace (93%) e Civezzano (93%). Sono solo 3, invece, i Comuni che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata: Vallarsa (55%), Trambileno (56,7%) e Terragnolo (61,4%).
Il Comune di Trento in questo scenario punta sempre più a essere un’area modello in termini di sostenibilità. «Il capoluogo va bene in termini di raccolta differenziata, ma dobbiamo attenzionare la qualità della raccolta — evidenzia Michele Brugnara, assessore del Comune di Trento all’ambiente — c’è poi il tema degli abbandoni, con una minoranza di cittadini che abbandona i rifiuti: dobbiamo aumentare il controllo settimanale, oltre all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza. Sul tema dell’inceneritore chiediamo alla Provincia delle valutazioni precise sull’impatto ambientale, economico e gestionale. E servirebbe anche un’attenta valutazione sul luogo in cui realizzare l’impianto».
Il convegno ha proposto un confronto su impiantistica, buone pratiche territoriali e prospettive future: in apertura l’intervento di Chiara De Vescovi, presidente di Asia Trentino Srl, che copre la gestione della raccolta differenziata in Piana Rotaliana, in Val di Cembra, in Valle dei Laghi, nell’Altopiano della Paganella e nel circondario di Trento. «La raccolta differenziata è passata dal 88% del 2023 a quasi il 90% nel 2025 nei 24 Comuni da noi coperti — ha detto De Vescovi — siamo soddisfatti della percentuale raggiunta nel territorio seguito da Asia».
Queste le performance degli altri gestori in termini di raccolta differenziata nel 2024: Comunità delle Giudicarie (88,2%), Amambiente spa (86,2%), Comunità della Val di Non (84%), Fiemme servizi (86,7%), Dolomiti ambiente (80,6%), Comunità Valsugana e Tesino (79,7%), Comunità della Valle di Sole (84%), Azienda ambiente (81,6%), Comunità Alto Garda e Ledro (76,6%) e Fassambiente (77,8%).
Ampio spazio è stato riservato anche alle realtà imprenditoriali e associative che operano nel campo dell’economia circolare: Marco Fimognari, co-founder e ceo di Re-Cig Srl, ha raccontato il progetto di recupero dei mozziconi di sigaretta. «Un fumatore consuma in media 12 sigarette al giorno in Italia – presenta Fimognari – il 95% dei prodotti da fumo hanno una parte filtrante, che viene gettata. Il mozzicone gettato a terra produce microplastiche e sostanze tossiche inquinanti, noi abbiamo avviato nel 2019 un servizio che ci consente di ottenere dal filtro una nuova plastica».