caso cospito
sabato 18 Febbraio, 2023
Cospito: proiettile al manager Iveco di Bolzano. La procura indaga per terrorismo
di Redazione
Una lettera minatoria a firma Federazione anarchica con all'interno una pallottola calibro 22, è stata recapitata all'azienda di via Volta in terra altoatesina. Destinatario, un alto funzionario della società che fa parte del gruppo Exor, attivo del settore della difesa
Una lettera minatoria a firma Federazione anarchica informale, senza annullo postale e con all’interno un proiettile calibro 22, è stata recapitata giovedì all’Iveco Defence Vehicles di Bolzano. Destinatario, un alto funzionario della società che fa parte del gruppo Exor, attivo del settore della difesa.
Il contenuto della missiva, scritto con un pc e ora all’esame della Digos del capoluogo altoatesino, farebbe esplicito riferimento alla detenzione dell’anarchico Alfredo Cospito e alla fabbricazione di armamenti prodotti dall’azienda bolzanina che sarebbero stati inviati al governo ucraino.
Per la procura distrettuale di Trento si tratta di minacce aggravate con finalità di terrorismo contro ignoti e violazione delle leggi sulle armi. Fascicolo aperto contro ignoti, apprende LaPresse da fonti qualificate che sottolineano che il «plico è già stato inviato agli esperti della scientifica per ricercare elementi biologici ed organici utili alle indagini».
La lettera, in formato A4, secondo gli inquirenti è stata regolarmente imbucata senza essere stata spedita con normale affrancatura e timbro postale di provenienza. Sulla vicenda la procura distrettuale, guidata da Sandro Raimondi, tiene il massimo riserbo ma non esclude che “un altro plico analogo possa essere stato inviato ad un’altra nota azienda italiana”. Il proiettile, di fabbricazione europea, è stato inviato alla polizia scientifica per gli esami balistici. All’esame degli esperti anche la busta: nome, cognome, indirizzo del destinatario sarebbero stati scritti a mano «con grafia regolare».
Secondo quanto si apprende la lettera minatoria conterrebbe degli espliciti riferimenti «allo sciopero della fame della compagna di Cospito, anche lei detenuta nel carcere di Rebibbia e in sciopero della fame».
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