venerdì 5 Giugno, 2026

Colpaccio del gruppo Lunelli e del fondo Euregio: ai trentini l’hotel superlusso di Naturno

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Il 4 stelle spa&wellness acquisito grazie a una cordata con First Atlantic finanziata dalle Casse rurali

Una cordata a maggioranza territoriale composta dal Fondo Euregio+ Turismo (Province di Trento e Bolzano e Pensplan Centrum), dalla Signal spa del gruppo Lunelli e da First Atlantic Real Estate ha acquisito la proprietà del Lindenhof, hotel 5 stelle di primo piano per il turismo luxury a Naturno in Alto Adige. La struttura fu costruita nel 1972 da Werner Nischler come piccola pensione. Nel 1992 è passata nelle mani del figlio Joachim Nischler, che ha trasformato l’albergo nell’attuale resort a 5 stelle. I Nischler hanno ceduto il 100% delle quote della società nonché l’immobile attraverso una procedura competitiva, ma restano gestori fino all’anno prossimo, quando subentrerà un operatore internazionale. Immerso in un’area verde con un ampio giardino, Lindenhof Pure Luxury & Spa DolceVita Resort è un wellness hotel con 80 camere e un personale di oltre 70 collaboratori tra fissi e stagionali, con un’offerta pensata sia per adulti sia per famiglie. Dispone di un’ampia area spa & wellness con 7 saune e 8 piscine oltre a spazi dedicati alle famiglie e ai bambini, programmi di intrattenimento e attività sportive, fra cui una palestra di arrampicata. Nel 2025 il Lindenhof ha ottenuto un fatturato superiore ai 10 milioni di euro, in crescita del 10,68% rispetto all’anno precedente, con un utile netto di 366mila euro. L’acquisto del 100% delle quote ad opera della società veicolo Harmonia srl, guidata da Alessandro Dan Seralvo, managing director di First Atlantic Real Estate, è stato effettuato per un valore di 6 milioni. L’immobile e le attrezzature valgono, a costo storico, circa 20 milioni ma l’investimento previsto, anche per ulteriori riposizionamenti e riqualificazioni del complesso alberghiero, è superiore. Il Fondo Euregio+ Turismo parteciperà direttamente all’azionariato come partner di preferred equity e mezzanine lender, al fianco degli investitori sottoscrittori di junior equity, mentre il finanziamento bancario vedrà coinvolte Bts Banca Trentino-Südtirol, La Cassa Rurale e Raika Ritten con capofila Cassa Centrale Banca. Tra gli advisor dell’operazione, Scouting Capital & Family Advisors, lo Studio legale Pavia e Ansaldo, PwC Italia, Advant Nctm, Dla Piper, Milano Notai.

Per il gruppo Lunelli, storico operatore trentino del settore vinicolo e spumantistico, è la prima operazione nel settore alberghiero.
«Nell’hospitality c’è la tendenza a fare crescere la qualità degli alberghi – spiega il presidente e ceo di Signal Alessandro Lunelli – Il turismo alpino continua a crescere grazie alle nostra vallate meravigliose. Vogliamo mantenere l’identità territoriale del Lindenhof ma faremo anche importanti investimenti per ampliare ancora di più la clientela internazionale».

Come è nata questa operazione?
«La famiglia venditrice ha fatto un ragionamento di ampio respiro sul futuro, sull’espansione internazionale dopo gli ottimi risultati che hanno ottenuto. L’hotel spa & wellness si trova in val Venosta in un contesto verde alpino, favorevole anche al mondo delle biciclette e a mezz’ora dagli impianti da sci. è un hotel da quattro stagioni dove in estate si possono fare giri in bicicletta e escursioni incredibili e in inverno c’è la sauna interna. E ha una valenza familiare e per bambini, con area giochi, percorso Ninja, parete per l’arrampicata e uno staff dedicato a bambini e ragazzi».

Per il gruppo Lunelli è la prima iniziativa in questo campo?
«Da un po’ ci guardiamo intorno. Questa è la prima opportunità che abbiamo, tramite First Atlantic. Abbiamo parlato con Euregio+ e Cassa Centrale. C’è stato un processo competitivo ma il venditore è stato felice che l’hotel resti in Trentino Alto Adige come proprietà. Abbiamo costruito un bel rapporto. Restano come gestori, poi l’anno prossimo subentrerà un operatore internazionale».

Quali sono gli obiettivi dell’acquisizione?
«La gestione attuale non pensava di riuscire a fare molto di più. Non vogliamo snaturare, vogliamo mantenere il Dna, l’identità territoriale dell’hotel. L’attuale clientela viene da Germania, Austria, Svizzera, Italia. Ma è un resort di montagna di alto livello, con wellness e sport, che può attirare turisti da altri Paesi, ampliare la clientela internazionale. Faremo anche investimenti, riqualificazioni, un ulteriore riposizionamento dell’hotel. Che rimane in mano a soggetti del territorio».

Quindi come gruppo Lunelli avete deciso di entrare nel campo degli hotel? Avete individuato altri possibili investimenti in questo campo?
«Non abbiamo ancora individuato altre operazioni ma vogliamo essere nel settore dell’hospitality, dove c’è la tendenza a far crescere la qualità degli alberghi partendo da piccole strutture. Il turismo alpino continua a crescere grazie alle nostre vallate meravigliose. Con le strutture a 5 stelle di alto livello possiamo portare qui la fascia alto-spendente dei turisti».