Il funerale
venerdì 11 Aprile, 2025
Cles, in centinaia per l’ultimo addio a Giovanni Andreis: «Il tuo corpo è caduto in quel crepaccio, non il tuo spirito che vive»
di Daniele Benfanti
Toccante il ricordo in dialetto noneso letto da un amico fraterno di Giovanni, a nome di amici e coscritti classe 1985: «Eri generoso, svelto, allegro, gran lavoratore, sempre pronto ad aiutare»
Tutta Cles ha abbracciato la famiglia di Giovanni Andreis, il 40enne di Cles scomparso sabato scorso per un incidente sulle nevi del Monte Bianco durante un’escursione scialpinistica organizzata dalla Sat clesiana. Una fila interminabile di persone, per un’ora, per abbracciare mamma Tiziana, papà Franco, Nadia, compagna di vita e madre di due splendide figlie di 2 e 6 anni, la sorella maggiore Francesca.
La cerimonia funebre è cominciata con 20 minuti di ritardo nella Parrocchiale di Cles, per lasciare a tutti i presenti il tempo di portare le proprie condoglianze. Particolarmente toccante il ricordo in dialetto noneso letto da un amico fraterno di Giovanni, a nome di amici e coscritti classe 1985: «Eri generoso, svelto, allegro, gran lavoratore, sempre pronto ad aiutare».
ltri amici e parenti hanno ricordato così, in chiesa, Giovanni Andreis, molto noto per le sue passioni sportive e per la sua attività di commerciante e di officina meccanica per macchine agricole: «Siamo privilegiati oggi ad essere qui a contemplare le tue amate montagne». Don Renzo Zeni, parroco di Cles, ha ricordato il carattere solare di Giovanni: «Hai scelto di essere uno che sta con la gente. Hai accolto Dio, che toglie dal buio della solitudine». E ancora: «Il tuo corpo è caduto in quel crepaccio, non il tuo spirito che vive».
L’urna con le spoglie di Giovanni Andreis è stata poi tumulata al vicino cimitero di Cles
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