Tribunale
domenica 11 Gennaio, 2026
Cerca casa per lavoro, ma l’immobile non esiste e perde 1.200 euro. Due indagati per truffa aggravata
di Redazione
Una donna trentina doveva spostarsi a Modena. Ingannata dall'affitto contenuto e la transazione online, ha trasferito i soldi su una ricaricabile. L'amara scoperta quando voleva vedere la casa
Di solito, le vittime della truffa delle case fantasma sono i turisti che trovano annunci su internet per appartamenti vacanza e pagano in anticipo senza poi trovare l’alloggio. Di solito. Questa volta, invece, una trentina che doveva trasferirsi a Modena per lavoro, è incappata nella truffa. Si è fidata di un annuncio pubblicato su un sito specializzato che offriva un alloggio in affitto nella città emiliana. Il prezzo era buono, forse anche troppo visto che si trattava di 400 euro al mese di affitto, e la richiesta di avere tre mensilità, due come cauzione e una anticipata, era del tutto normale. Così la donna trentina ha versato 1200 euro su una carta ricaricabile. Ma poi, quando è andata a vedere l’appartamento a Modena non ha trovato nulla. Ed è emerso che l’alloggio era già occupato da altri. Così è scattata la denuncia. In poco tempo gli inquirenti della polizia giudiziaria presso la procura di Trento, dove era stata depositata la denuncia, sono risaliti all’intestataria della carta ricaricabile sulla quale sono finiti i 1200 euro versati dalla trentina e all’intestatario della linea telefonica che era stata indicata al momento dell’attivazione della carta. Si tratta di un uomo e una donna della provincia di Napoli accusati di truffa aggravata. Infatti, secondo l’accusa, hanno approfittato delle condizioni di minorata difesa in cui versava la donna trentina. Questo perché la trattativa, tutta online, metteva la donna che era interessata all’appartamento nella condizione obbligata di fidarsi di persone che non conosceva senza che potesse verificare in concreto se l’appartamento fosse realmente nella disponibilità delle persone cui stava consegnando i soldi. Si tratta proprio di un passaggio di cui si approfittano i truffatori online. Le persone che cercano un alloggio in affitto non hanno la possibilità di verificare nulla. In fondo si devono fidare. E, forse anche il basso canone di locazione, tendono a volersi fidare. Ma i malintenzionati giocano proprio su quest’aspetto. Sanno che chi cerca una casa in affitto spesso e volentieri è esasperato e non va tanto per il sottile con le verifiche. Così paga, senza immaginare che i suoi soldi vanno a finire in una sorta di pozzo nero che li ingoia senza offrire nulla in cambio.
Gli esperti spiegano che per evitare certe truffe servono molte verifiche. Innanzitutto si deve verificare che il sito sul quale è pubblicato l’annuncio immobiliare sia affidabile e serio e, quindi, faccia verifiche sui suoi inserzionisti. Ma non tutti i siti fanno questo. Spesso anche molti di questi siti si fidano. Quindi non c’è modo di vedere chi ha pubblicato l’inserzione. Per questo sarebbe meglio sempre consultare le inserzioni di siti affidabili e seri. Altra verifica da fare è quella di cercare di evitare per quanto possibile le ricaricabili. Si dovrebbe sempre verificare se il versamento viene effettuato su un conto corrente per la cui apertura è necessario presentare documenti in regola. Péoi altra verifica da fare prima di versare il denaro richiesto è cercare di chiamare i vicini dell’alloggio o un pubblico esercizio nelle vicinanze. Questo nella speranza di trovare qualcuno che magari conosca gli effettivi proprietari oppure se l’alloggio è già occupato. Insomma gli aspiranti affittuari devono trasformarsi in piccoli investigatori per evitare le truffe di questo genere che sono sempre più diffuse. Altrimenti rischiano di restare con un palmo di naso. Ora la speranza della signora trentina è quella di recuperare i 1200 euro versati. Ma i due indagati non si presenteranno al processo a Trento per ragioni di salute e i tempi si allungano.
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