A Fondo
sabato 3 Gennaio, 2026
C’è il freddo, ma manca la neve: in val di Non si corre la Ciaspolada ibrida. Solo l’ultimo chilometro è innevato (grazie al Palaghiaccio)
di Daniele Benfanti
È l'edizione numero 52: ci sono anche atleti dall'India
Oggi, sabato 3 gennaio, a cavallo dell’ora di pranzo camion e ruspe sono entrati in azione per preparare il tracciato con la neve prodotta e accumulata alle spalle del Palanaunia di Fondo. Innevato così, artificialmente, a colpi di benna, solo un chilometro per la Ciaspolada di quest’anno. Gli altri quattro chilometri e mezzo si faranno – ed è una novità assoluta – con le scarpette da running ai piedi.
C’è il freddo, manca la neve
La dama bianca, madama la neve, ha fatto i capricci quest’anno e già dopo Natale gli organizzatori hanno optato per una soluzione poco impattante ma che non mandasse a monte l’evento che si tiene da 52 edizioni. Negli ultimi anni la neve c’era almeno alle Regole di Malaosco o a Passo Mendola. Due anni fa nevicò inaspettatamente alla vigilia della gara. L’edizione 2026 invece resta a secco: in compenso una bellissima giornata di sole. Le temperature, per fortuna, almeno quelle, sono abbondantemente sotto lo zero, e la neve programmata prodotta con i generatori automatici regalerà comunque buone sensazioni. Si parte dall’incrocio sotto Fondo, che porta ai Pradiei a sinistra, per poi fare il giro del piccolo altopiano e risalire dalla frazione di Vasio fino all’incrocio di partenza: qui agonisti e amatori calzeranno le ciaspole con una manovra volante ma ben organizzata (troveranno il numero di pettorale accanto alle proprie racchette da neve) e proseguiranno sulla neve in salita fino a Fondo, per arrivare in Piazza San Giovanni, a fianco delle casette del mercatino natalizio.
Prove tecniche
Oggi, nel primo pomeriggio non sono mancati bisonti, runner e amatori che hanno fatto un sopralluogo per testare la neve e simulare il cambio di calzature tra asfalto (e sterrato) e pista innevata. Vivien Bonzi, atleta professionista bergamasca, sta provando con il fidanzato, il ticinese Roberto Delorenzi, anche lui agonista: «È la prima volta che veniamo alla Ciaspolada. Una buona occasione per inaugurare la stagione. Abbiamo calcolato che in 20 secondi circa riusciamo a indossare le ciaspole e ripartire». Davanti alla chiesa di Fondo gli atleti indiani (otto, più due accompagnatori) posano e scattano foto ricordo. Negli uffici di gara si ritirano i pettorali. Giorgio Faenza è di Bologna e ha 80 anni: «Vengo qui dalle origini, da 50 anni. Una volta correvo, ora cammino. Siamo un gruppo di 23 persone». Dalla provincia di Venezia arrivano Giovanna Bonacin e Silvia Scantamburlo: «Sarà bello anche senza neve. C’è allegria». Corrado Morosin viene da Treviso: «Per me sarà la prima esperienza». Roberto Magli porta la fiaccola per un tratto del percorso inaugurale: «Sono di Casalecchio, nel bolognese. La nostra polisportiva ha 6mila iscritti: qui siamo in 51. Ci divertiamo e stiamo insieme». Ecco il semplice segreto della Ciaspolada.