Val di Fiemme
venerdì 13 Marzo, 2026
Cavalese, l’ex consigliere Cavada (Lega): «Fotografia fascista? Polemica figlia della cancel culture»
di Redazione
L'esponente del Carroccio: «Anche il teatro è stato costruito nel Ventennio, ma non per questo è un simbolo ideologico. Possiamo guardare al nostro passato senza filtro della paura?»
La polemica arroventata che ha accompagnato il post con la foto fascista sul profilo Facebook istituzionale del Comune di Cavalese è un’operazione di «cancel culture». Lo sostiene in una nota l’ex consigliere provinciale della Lega Gianluca Cavada.
«Il recente “polverone” sollevato dalla pubblicazione di una foto su Facebook nella pagina del comune di Cavalese l’8 Marzo riapre un dibattito molto sentito e “politicizzato” ai giorni nostri – scrive Cavada – Possiamo guardare al nostro passato senza filtro della paura? L’immagine incriminata ritrae un gruppo di giovani fanciulle in val di Fiemme, durante il Ventennio fascista. Apriti cielo! L’accusa prevedibile è quella di aver dato spazio ad una raffigurazione legata ad un tragico periodo della nostra storia. Ma cancellare, oscurare o provare vergogna per una fotografia che ritrae la quotidianità delle donne trentine degli anni Trenta – argomenta l’ex consigliere provinciale – non cancella il fascismo, cancella casomai il ricordo delle donne stesse». «Quelle ragazzine future mamme, nonne – continua Cavada – lavoravano, soffrivano e vivevano in un contesto che non avevano scelto, quindi escluderle dalla giornata dell’8 marzo solo perché il “clima” dell’epoca era quello che era… significa punirle una seconda volta. Una foto storica è un documento e non un manifesto politico quindi non andrebbe né cancellata né strumentalizzata. Se dovessimo applicare la “Cancel Culture” ad ogni repertorio storico prodotto tra il 1922 e il 1945 dovremmo svuotare metà dei nostri archivi e abbattere gran parte del nostro patrimonio artistico. Ad esempio il nostro Teatro di Cavalese – il paragone di Cavada – anch’esso costruito in quel periodo storico, ora prossimo alla ricostruzione storico/conservativa simile alla sua veste originale, perché non è un simbolo ideologico ma un luogo carico di ricordi. Le pietre sono innocenti non hanno colpe politiche».
Questo il pensiero di Cavada. Che tuttavia non evidenzia un dettaglio importante: la foto pubblicata sul profilo del Comune di Cavalese delle Piccole Italiane era priva di qualsiasi contestualizzazione.