Sociale
giovedì 27 Ottobre, 2022
Caso sfratti nell’Alto Garda, la risposta di Itea: «dobbiamo far rispettare le norme»
di Redazione
Gli alloggi temporanei non possono essere lasciati in deroga, è questa la posizione netta di Itea sulla questione. Intanto è corsa contro il tempo per recuperare parte degli immobili dell'ente adesso chiusi che nell'Alto Garda sono il 90%
Dopo la denuncia da parte del Sportello Casa per Tutt*, che organizzerà un presidio sabato 29 ottobre alle 14.30 ad Arco proprio per lanciare l’allarme sul rischio sfratto che vivono alcune famiglie dell’Alto Garda residenti in case private o di Itea, è arrivata la risposta della presidente dell’ente Francesca Gerosa.
«Sono venuta a conoscenza della manifestazione di sabato e non posso che comprendere e unirmi alle preoccupazioni delle famiglie e dei cittadini che vi prenderanno parte» ha detto la presidente. Pur comprendendo la difficoltà delle famiglie però Itea dice di non avere scelta visto l’obbligo a far rispettare quanto stabilito dalle norme e in questo caso in relazione agli alloggi temporanei: «Quello della locazione temporanea è uno strumento di aiuto che serve unicamente per la gestione di emergenze abitative e che, come più volte ribadito, se non rispettato nelle finalità e nei tempi stabiliti, risulta un’opportunità negata ad un altro nucleo, a sua volta in difficoltà» ha concluso la presidente. Parte del problema denunciato dallo sportello poi è la mancanza di alloggi pubblici e lo stato di abbandono in cui versano alcuni immobili di proprietà dell’ente, «Gli alloggi ad oggi chiusi sono l’eredità di scelte passate che, nella programmazione dei lavori, hanno portato a dare la precedenza agli alloggi con minori necessità di interventi, lasciando in arretrato quelli che necessitano di pesanti interventi di riqualificazione e che, prendendo in considerazione il territorio dell’Alto Garda, costituiscono circa il 90%» spiega Francesca Gerosa. Ora l’ente è chiamato a una corsa contro il tempo per il loro recupero.
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