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venerdì 20 Marzo, 2026

Caro carburanti, il governo taglia le accise. Federconsumatori: «Beneficio modesto, non basta un intervento di pochi giorni»

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L'associazione: «Risparmio di circa 14,60 euro, un sollievo temporaneo che non incide sulle cause strutturali dei rincari»

La mossa del governo di tagliare le accise sul prezzo dei carburanti «aiuta», ma si tratta di un «sollievo temporaneo che non interviene sulle cause dei rincari». Lo dichiara Federconsumatori in una nota diffusa dopo che, nella giornata di ieri, è entrato il decreto per il taglio da 25 centesimi su benzina e diesel e 12 sul Gpl per i prossimi 20 giorni.

«Il beneficio reale è modesto, di circa 14,60 euro ad automobilista – si legge – Un sollievo temporaneo che non incide sulle cause strutturali dei rincari. La riduzione arriva dopo settimane di aumenti che hanno gonfiato gli incassi fiscali dello Stato attraverso Ivae accise calcolate su prezzi già elevati. Una dinamica che scarica i costi delle tensioni internazionali direttamente su lavoratori e famiglie, mentre imprese energetiche e filiere della distribuzione continuano a proteggere i propri margini». Dubbi anche sulle misure di controllo entrate in vigore per contrastare i “furbetti” dei distributori: «Rappresentano un segnale utile, ma restano limitate perché non possono intervenire sugli aumenti sospetti avvenuti nei giorni precedenti al provvedimento – prosegue l’associazione – In pratica, eventuali rincari applicati prima del taglio delle accise restano intoccabili, anche se hanno ridotto o annullato il beneficio per i consumatori. Intanto, in molte aree i prezzi alla pompa non recepiscono pienamente il taglio fiscale, segno di un mercato dove la concorrenza non tutela i consumatori».

Logistica e trasporti rimangono inoltre un punto delicato, motivo per cui Federconsumatori chiede che si intervenga in modo strutturale sul tema: «Serve ridurre l’Iva sui beni di largo consumo e cancellare il meccanismo che la applica anche sulle accise dei carburanti – conclude la nota – Senza correttivi duraturi, il peso della crisi continuerà a gravare su chi vive di reddito fisso, mentre i benefici si concentreranno dove il potere economico è già più forte».