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domenica 28 Giugno, 2026
Caldo estremo, attenzione ai tuffi: entrare in acqua troppo in fretta può provocare malori anche gravi. Ecco come evitare shock termici
di Redazione
La Società italiana di Medicina Ambientale (Sima) richiama alla prudenza durante le ondate di calore: il brusco passaggio da un corpo surriscaldato all'acqua può provocare malori e aumentare il rischio di annegamento
Con l’arrivo delle temperature estreme e delle ondate di calore, cresce la voglia di cercare refrigerio in mare, laghi, fiumi e piscine. Ma proprio il momento del bagno può nascondere rischi spesso sottovalutati. A lanciare l’allarme è la Società italiana di Medicina Ambientale (Sima), che richiama l’attenzione sul pericolo rappresentato dall’ingresso improvviso in acqua quando il corpo è ancora surriscaldato.
Secondo il presidente della Sima, Alessandro Miani, non è necessario che l’acqua sia particolarmente fredda perché si verifichi uno shock termico. «Quando si arriva accaldati, sudati, disidratati o affaticati, l’impatto improvviso con l’acqua può provocare respiro incontrollato, tachicardia, vasocostrizione, panico, crampi, perdita di lucidità e, nei soggetti più fragili, anche malori cardiovascolari».
La società scientifica ricorda che molti degli incidenti che si verificano durante l’estate avvengono proprio nei giorni di caldo intenso, quando si cerca sollievo in acque libere senza valutare fattori come la temperatura dell’acqua, la stanchezza, la disidratazione, le correnti, la conformazione dei fondali o l’assenza di sorveglianza.
Per ridurre i rischi, gli esperti raccomandano di entrare in acqua gradualmente, evitando i tuffi immediati dopo una lunga esposizione al sole o dopo un’attività fisica. È consigliabile bagnare prima piedi, gambe, braccia, nuca, torace e viso, permettendo all’organismo di adattarsi progressivamente alla differenza di temperatura.
Prima del bagno è inoltre opportuno sostare qualche minuto all’ombra, bere acqua e raffreddare il corpo, evitando l’ingresso in acqua se si è particolarmente accaldati. Durante le giornate più calde è importante mantenere una corretta idratazione e limitare l’esposizione al sole nelle ore centrali.
La Sima invita anche a evitare il bagno dopo aver consumato alcolici, pasti abbondanti o dopo sforzi fisici intensi. Più che la digestione in sé, spiegano gli esperti, è la combinazione tra caldo, disidratazione e affaticamento a ridurre la capacità di reazione e ad aumentare il rischio di malori.
Particolare attenzione deve essere riservata a bambini, anziani e persone con patologie cardiovascolari, respiratorie o neurologiche, così come a chi assume farmaci. Nei bambini, ricordano gli specialisti, l’annegamento può avvenire in pochi istanti e in modo silenzioso, rendendo indispensabile una sorveglianza costante e ravvicinata.
Infine, la raccomandazione è quella di scegliere sempre aree balneabili sorvegliate, evitando fiumi, canali, laghi isolati o tratti d’acqua con correnti, fondali irregolari o scarsa visibilità. In caso di difficoltà in acqua è importante mantenere la calma, cercare di galleggiare sulla schiena e chiedere aiuto, mentre chi assiste a una persona in pericolo dovrebbe evitare interventi improvvisati e allertare immediatamente i soccorsi.
«Quando fa molto caldo, l’acqua può salvare dal calore, ma solo se il passaggio è graduale. Il rischio non è l’acqua più fresca in sé, ma lo shock tra un corpo surriscaldato e un’immersione improvvisa. La prevenzione comincia prima del tuffo», conclude Alessandro Miani.
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