Il caso

martedì 31 Marzo, 2026

Buffaure, Lucia Maestri (Pd) attacca la Giunta: «Deroghe sproporzionate, da rifugio diventerà un hotel di lusso»

di

Cubature aumentate del 450% e parere contrario del Comune. La consigliera: «Uno sfregio al paesaggio e al bene comune»

Il via libera della Giunta provinciale al progetto di demolizione e ricostruzione del Rifugio Buffaure, ha sollevato molte critiche. Ora si aggiunge un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Pd. Alle criticità già segnalate dall’associazione Italia Nostra, si sommano le argomentazioni a firma di Lucia Maestri. Nell’interrogazione vengono chiesti chiarimenti sui criteri che hanno portato a concedere così ampie deroghe per una struttura che cambierà radicalmente la natura tradizionale di rifugio alpino per trasformarsi in un vero e proprio hotel di lusso. «Le caratteristiche del rifugio escursionistico “soccombono” – scrive Lucia Maestri – per far luce agli introiti, scavalcando le norme di tutela del suolo, del paesaggio, della montagna e del “bene comune”, in nome di un turismo sempre più invadente, incontrollato, legato più a dimensioni di ospiti abbienti che a fruibilità sociale».

La consigliera ripercorre l’iter che ha portato all’attuale disegno di demolizione e ricostruzione dell’edificio. La Commissione, nominata dalla Giunta provinciale, composta da soli dirigenti (quindi senza la presenza delle associazioni che si occupano della gestione della montagna) nel luglio 2025 ha autorizzato l’esecuzione dei lavori. Solo due le prescrizioni imposte: ridurre il più possibile la pendenza della rampa sul lato est e in caso di aumento del volume di scavo il materiale in esubero sia conferito nei centri di recupero. «Nessun altro aspetto paesaggistico, ambientale, sociale e di ricaduta sul territorio è stato considerato» commenta Maestri. Nel dicembre 2025 la stessa Commissione ha poi autorizzato lo spostamento di sedime e il cambio di destinazione d’uso della baita annessa al rifugio.

Benché la Commissione edilizia del Comune di San Giovanni di Fassa abbia espresso parere contrario all’intervento, la Giunta provinciale approva una deroga sproporzionata ai parametri previsti. La superficie interna calpestabile ammessa sarebbe pari a 39,9 metri quadri, il progetto ne prevede il 450% in più. Anche l’altezza massima dell’edificio di 6,5 metri nel progetto arriva a quasi 10. Per la consigliera Pd si tratta insomma di un intervento di enormi proporzioni che verrà a deturpare l’ambiente circostante prevedendo anche la distruzione del vecchio rifugio, testimonianza concreta di antiche modalità costruttive. «Ma lo sfregio non si esaurisce qui» conclude. Infatti, dietro quest’operazione, che dimostra ancora una volta come le norme urbanistiche e paesaggistiche siano un peso fastidioso, si cela il volto peggiore della politica provinciale, quello cioè del turismo prevalente su ogni altra ragione e dell’invadenza di masse accolte solo in quanto portatrici di ulteriori redditi per pochi, mentre tutto il resto della comunità, che vive sul territorio, non trova considerazione, né alcuna dignità».