Cronaca
sabato 30 Maggio, 2026
Botte, insulti e minacce di morte alla compagna davanti al figlioletto: arrestato dai Carabinieri un uomo di Roncegno
di Redazione
L’arresto, eseguito pochi giorni dopo la presentazione della querela, risale alla seconda metà di maggio
I Carabinieri della Stazione di Roncegno Terme hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Trento, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di un uomo residente in Bassa Valsugana. La situazione era attentamente seguita dai militari e dalla magistratura già da qualche giorno.
Gli accertamenti dei Carabinieri del piccolo centro della Valsugana traggono origine dall’ultimo episodio di lesioni, poi giudicate guaribili in dieci giorni, e maltrattamenti subiti da parte della vittima e posti in essere dal convivente. L’aggressione è avvenuta alla presenza del figlio minorenne della coppia, a seguito della quale i Carabinieri erano immediatamente intervenuti allontanando l’uomo dalla casa familiare.
Grazie alla querela presentata subito dopo il fatto dalla persona offesa, è emerso che l’indagato, nel corso degli ultimi mesi, aveva posto in essere una serie di condotte reiterate nel tempo e attuate nell’ambito della convivenza. Si trattava di comportamenti violenti e minacciosi che, considerati in un quadro d’insieme, avevano prodotto nella donna uno stato di sottomissione psicologica, ansia e profonda sofferenza morale, tali da determinare un permanente stato di timore. Tra le condotte riscontrate figurano plurime aggressioni fisiche come strattoni, spinte e schiaffi, oltre a insulti, messaggi offensivi e ingiuriosi e litigi continui che scaturivano da futili motivi e dallo stato di alterazione da abuso di sostanze alcoliche in cui spesso versava l’uomo.
A pochi giorni di distanza dall’ultima aggressione, pur essendo fisicamente distante dopo l’allontanamento d’urgenza, l’indagato aveva continuato a perseguitare la donna inviandole messaggi contenenti esplicite minacce di morte. Condotte di una gravità tale da indurre l’Autorità Giudiziaria ad adottare la misura cautelare più afflittiva, ovvero la custodia cautelare in carcere, considerata l’unica idonea a tutelare in maniera efficace l’incolumità della vittima.
L’arresto, eseguito pochi giorni dopo la presentazione della querela, risale alla seconda metà di maggio, quando l’uomo è stato prelevato presso il proprio domicilio dai Carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana e successivamente ristretto presso la Casa Circondariale di Trento.