economia
martedì 8 Agosto, 2023
Borse, a Milano crollano le banche dopo la tassa sugli extraprofitti
di Redazione
Approvata ieri la norma per recuperare le risorse per sostenere i cittadini alle prese con rincari e caromutui
Crollano i titoli delle banche a Piazza Affari, dopo l’introduzione di una norma che prevede il prelievo del 40% sugli extraprofitti all’interno del decreto legge asset, che ha ricevuto il via libera nel Consiglio dei Ministri di ieri. La norma è stata pensata per recuperare le risorse per sostenere i cittadini alle prese con rincari e caromutui. Banca Monte dei Paschi di Siena segna un calo del 6,86% e Intesa Sanpaolo del 6,6%. Giù anche Finecobank (-5,53%) e Unicredit (-5,24%). In netta flessione in titolo di Mediobanca (-4,16%), Banca Mediolanum (-3,21%) e Banca Generali (-2,93%). In calo anche il titolo di Azimut (-2,13%). In evidenza in avvio il titolo di Snam (+0,95%), Hera (+0,85%), Amplifon (+0,64%) e Stmicroelectronics (+0,56%).
È fino a 7 miliardi il gettito stimato che verrà dalla norma sul prelievo agli extraprofitti delle banche del 40% che si applicherà sul margine di interesse o del 2022 o del 2023 a seconda di quale sarà la variazione maggiore rispetto al 2021. Un dato – spiegano le fonti – che sarà possibile quantificare solo ad aprile 2024, alla chiusura dei bilanci al 2023, e che dunque non porterà ad un incasso immediato. Nel 2022, le banche italiane hanno realizzato 45 miliardi di margine di interesse, totalizzando 7,1 miliardi in più rispetto al 2021, cioè il +18,9% (ben oltre la soglia minima del 3% indicata dal decreto). È plausibile quindi che nel 2023 la variazione sia ancora più alta perché, quest’anno, le prime 5 banche hanno realizzato il 57% in più di margine di interesse, cioè 40 miliardi. A fine anno quindi, secondo gli esperti, il settore dovrebbe arrivare tra i 60 e i 70 miliardi di margine di interesse, totalizzando così una crescita che si aggira intorno al 40%.
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