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martedì 6 Ottobre, 2026

Autovelox spenti: 800mila euro persi per le casse del Comune di Trento. Ianeselli: «Soldi in meno per strade e polizia»

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Lo stop agli impianti è stato dovuto alle incertezze sulla loro omologazione. Ieri la variazione di bilancio, il sindaco: «Bus e impianti sportivi, oltre 2 milioni in più»

Ottocentomila euro. Questa è la somma che viene meno nelle casse del Comune a seguito dello stop agli autovelox di via Alto Adige e della galleria di Martignano. È uno dei dati più rilevanti della variazione di bilancio 2026-2028 discussa ieri sera in Commissione, legato ai mancati introiti derivanti dalle sanzioni del codice della strada. Lo stop agli autovelox è stato dovuto alle incertezze sulla loro omologazione.

«Nel frangente in cui gli impianti non erano perfettamente congruenti con quello che avrebbe prescritto la norma, sono stati spenti», ha spiegato il sindaco Franco Ianeselli. Quello di Martignano, ora, è stato riaperto e omologato, mentre è in corso la procedura per l’impianto di via Alto Adige. La scelta di spegnere gli apparecchi, ha aggiunto il sindaco, è stata fatta «proprio per evitare sanzioni che avrebbero potuto essere annullate». Il mancato funzionamento, però, ha inciso sulle entrate comunali per 800mila euro. «E si tratta di risorse che vanno a coprire costi in progetti previsti nel codice della strada», è stato ricordato, con conseguente riduzione delle disponibilità per manutenzione stradale straordinaria, formazione del personale e acquisto di veicoli per la polizia locale.

Sul tema sono arrivate subito le obiezioni politiche da parte della Lega: Devid Moranduzzo ha chiesto quali possano essere le conseguenze in caso di ricorsi, ribadendo la propria contrarietà all’utilizzo degli autovelox. Loris Ioriatti ha invitato l’amministrazione a non fare affidamento sulle entrate derivanti dalle multe. In replica è stato precisato che non appena è emersa l’incongruenza normativa, gli impianti sono stati spenti proprio per evitare sanzioni che poi avrebbero potuto essere annullate.
Come ha precisato la direttrice generale del Comune Franca Debiasi, si tratta di una variazione più consistente del solito, che movimenta diversi capitoli. Sul fronte delle uscite, la parte più consistente riguarda il trasporto pubblico urbano, con un aumento di circa un milione di euro destinato al rafforzamento del servizio per eventuali nuove tratte o frequenze, mentre il Comune attende di conoscere il riconoscimento della Provincia sui costi di gestione di Trentino Trasporti.

Altro tema di preoccupazione sono gli impianti sportivi: aumentano di 1,4 milioni anche i trasferimenti ad Asis per la parte corrente: il sindaco ha sottolineato i maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e alla gestione degli impianti, ma ammettendo la necessità di un «migliore affinamento» nei rapporti tra Comune e società. Si ragionerà con Asis anche di politiche di spending review, ha precisato: «Forse si dovrà ripensare a tariffe e orari di apertura. Ci fa pensare anche l’arrivo della sauna all’impianto Manazzon, da cui certo ci aspettiamo che possa aumentare la spesa, per tanti motivi, compresi i costi energetici».

Il presidente della Commissione bilancio Antonio De Leo ha incalzato il sindaco sul possibile futuro dell’impianto alle Ghiaie in questo contesto. Ianeselli ha ammesso che qualche ragionamento andrà per forza fatto, data la presenza di altri tre impianti, visto il vertiginoso aumento per i costi di realizzazione del futuro polo natatorio e gli alti costi di manutenzione che porterebbe con sé.

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