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giovedì 8 Ottobre, 2026

Auto parcheggiate in strada, tir bloccati: il disastro di via Maccani. L’assessore Pedrotti: «Pronti a intervenire»

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L'assessore comunale di Trento all’economia: «Si tratta di un bug di sistema. Abbiamo contattato la Polizia locale per cercare di risolvere la situazione»

Il via vai di auto nella zona di commerciale di via Maccani, a Trento, è arrivato fino alle porte del Comune. Dopo quanto raccontato ieri in merito ai disagi provocati dall’aumento di persone che circolano e parcheggiano in un tratto di strada solitamente destinato al passaggio di autoarticolati e mezzi da lavoro, l’assessore comunale di Trento all’economia Alberto Pedrotti parla di un classico caso da «bug di sistema»: «Regge sulla carta, nella pratica fa emergere delle difficoltà». Una falla provocata dalla chiusura di un tratto di strada, compresi gli stalli, per via del cantiere del bypass e dall’apertura di una nuova palestra. Il Comune si è già attivato per cercare di capire come risolvere la questione, attivando in primis la polizia locale nella zona, ma ricordando come, in questi casi, sia necessario mantenere l’equilibrio.

Assessore, era a conoscenza della situazione che si è creata da questo weekend in via Maccani?
«Me l’ha segnalata un amico tempo fa che in quella zona c’era un problema di viabilità, ma solo negli ultimi giorni mi ha mostrato anche la documentazione fotografica completa dell’ingorgo causato dalle automobili. Oggettivamente è un disastro, perché in poche parole i tir e gli autoarticolati non passano, il che è un problema molto grave per le aziende che lavorano. Lì di parcheggi non ce ne sono, perciò verificherò insieme alla nostra edilizia privata la disponibilità dei posti auto, perché immagino che tra poco, sempre che non lo sia già, diventerà il problema principale».
In che modo pensa di agire per risolvere la questione nell’imminente?
«Dopo aver accertato la situazione parcheggi faremo indubbiamente un intervento con la polizia locale in modo costante e vigilato, perché se questi camionisti e lavoratori non riescono a passare con i propri mezzi di trasporto le attività economiche e commerciali hanno giustamente di che lamentarsi. La nostra polizia locale monitora in prossimità di quella zona e ne parlerò personalmente di questa questione, anche se è una cosa di soli pochi giorni. La via la conosco, non ci passo tutti i giorni ma so che è piuttosto trafficata, e in particolare quel tratto di strada, specialmente la curva poco prima della carreggiata in cui sono presenti le attività commerciali, deve essere assolutamente sgombro».
Su una situazione critica come questa, che tipo di competenza ha l’amministrazione comunale?
«Semplicisticamente direi che noi possiamo andare a multare chi parcheggia dove non ci sono gli spazi assegnati, ma poco altro si può fare per ora. Do per scontato che la nuova palestra rispetti gli standard minimi, perché quando viene aperta un’attività devono essere presenti queste zone di sosta, ma il piano urbanistico viene stabilito dalla Provincia. Prima della FitActive, questa nuova palestra, c’era un capannone dell’azienda Sonepar, che era un punto vendita all’ingrosso e perciò non prevedeva la presenza di un numero elevato di clienti passanti. Tuttavia, la palestra ne richiede molti di più, ma con il cambio di attività non c’è l’obbligo di avere più parcheggi. Vorrei però sottolineare che bisogna rispettare questo nuovo imprenditore: voglio dire, non c’è nulla di sbagliato nell’aprire una nuova attività, non sta facendo nulla di male. Ci sarà solo da trovare un equilibrio».
Ma non viene fatta in anticipo una valutazione dell’impatto che si può avere sulla viabilità?
«Purtroppo i Comuni non la possono fare, non sulla viabilità almeno, ma sui parcheggi c’è una legge provinciale che fissa una sorta di rapporto tra i metri quadrati della superficie commerciale e i parcheggi a supporto di essa. Prendiamo per esempio il nuovo Poli presente sulla rotonda proprio all’entrata di via Maccani. Essendo un supermercato, sono stati adibiti più parcheggi di quelli che servirebbero. A me viene da pensare che quella zona in particolare, essendo non aperta solitamente al pubblico, fosse stata pensata con un numero di posti auto molto più ridotto, ma dotata di una carreggiata comunque larga per garantire il passaggio di autoarticolati, tir e altri mezzi di trasporto delle attività commerciali presenti. Devo capire se questo passaggio imponeva, secondo l’urbanistica, di dotarsi di parcheggi. Può essere che sia uno di quei bug di sistema che regge sulla carta, ma che nella pratica fa emergere delle difficoltà».
Quel tratto di strada è stato indicato dai responsabili delle attività commerciali che vi lavoravano come «privata ma ad uso comunale». Può spiegare questa distinzione?
«Certamente, significa che sono strade equiparate in tutto per tutto alla viabilità pubblica. Quindi significa che sono strade che sulla carta sono private ma la cui manutenzione è sempre stata a carico del Comune, perciò di fatto è come se fosse una strada pubblica a tutti gli effetti. Per questo motivo abbiamo la possibilità di fare interventi di divieti di sosta. La polizia locale possiamo mandarla anche domattina (oggi per chi legge, ndr), questo è sicuramente il primo passo su cui possiamo attivarci, ma sicuramente il secondo passo sarà quello di parlare col titolare».

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