La rubrica

venerdì 23 Gennaio, 2026

Auto elettriche, la Cina vince sull’innovazione: ecco perché l’Europa fatica a reggere la sfida tecnologica

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La nuova puntata della rubrica «Il Sorpasso». Non solo prezzi e dazi: l’analisi del Center of Automotive Management mostra come l’innovazione stia ridisegnando il mercato globale dell’auto elettrica, con i gruppi cinesi sempre più avanti su Europa e Stati Uniti

Non è solo una questione di prezzo delle auto elettriche. Anzi. L’analisi del Center of Automotive Management (CAM) di Bergisch-Gladbach rivela che le innovazioni tecnologiche delle auto elettriche hanno oggi un fortissimo accento cinese. I dati rilevati dallo staff del professor Stefan Bratzel contribuiscono a spiegare perché i marchi automobilistici cinesi abbiano aumentato le vendite e guadagnato quote di mercato in Italia e in Europa – a dicembre hanno sfiorato il 10% – nonostante i dazi europei sulle importazioni. Insomma, è anche e soprattutto una sfida tecnologica.

Nel più recente aggiornamento dell’analisi sulla forza innovativa dei costruttori auto, che ha riguardato 36 case automobilistiche globali negli ultimi cinque anni, sono stati censiti 713 dispositivi innovativi capaci di apportare evoluzioni significative (contro i 298 del periodo 2016-2020). Il CAM ha assegnato il punteggio massimo alla Geely, gruppo controllato dal miliardario cinese Li Shufu, che include marchi come Volvo, Polestar, Lynk & Co e Lotus, oltre a una quota del 10% di Mercedes-Benz e il 50% della joint venture Smart.

Geely ha conquistato il primato nell’innovazione automotive con 193 punti, guadagnando cinque posizioni. Una crescita simile riguarda anche un’altra realtà della Repubblica Popolare Cinese, la Saic, proprietaria del marchio MG Motor – oltre 50.000 immatricolazioni in Italia nel 2024 – che sale al quarto posto. Meglio hanno fatto solo BMW, che guadagna otto posizioni (dal 13° al 5°), e un’altra cinese, Nio, che passa dalla 19ª alla 12ª posizione.

Secondo l’analisi del Center of Automotive Management, solo la Germania riesce in parte a tenere testa alla supremazia tecnologica cinese. Il Gruppo Volkswagen resta stabile al secondo posto, seppur con 40 punti di distacco, davanti a BYD, terza, altro colosso del Celeste Impero che ha appena annunciato l’estensione della garanzia sulle batterie Blade fino a 250.000 km. BYD è stata anche la prima casa automobilistica cinese a decidere di produrre auto in Europa, con uno stabilimento in costruzione a Szeged, in Ungheria.

Tra i protagonisti dell’innovazione compare anche Mercedes-Benz, sesta con 105,5 punti, appena dietro a BMW. I grandi sconfitti sono invece gli Stati Uniti, con l’eccezione parziale di Ford, che ha però già rivisto i propri investimenti sull’elettrico. Tesla e General Motors perdono terreno: l’azienda di Elon Musk scivola dall’ottavo posto con appena 70 punti, mentre il gruppo di Detroit passa dal quinto al decimo.

Il pioniere dell’auto elettrica arretra anche in termini di volumi e credibilità. Dopo anni di dominio globale, Tesla è stata superata da BYD nel 2025: 1,6 milioni di veicoli venduti (-8%) contro i 2,26 milioni del gruppo cinese, in crescita del 28%. A pesare sono stati anche fattori extra-industriali, come il controverso avvicinamento di Musk a movimenti populisti ed estremisti europei, tra cui l’AfD tedesca, che avrebbe contribuito a una perdita di centinaia di migliaia di vendite in una fase già delicata di rinnovo dei modelli Model 3 e Model Y.

Il gruppo Stellantis, che include Fiat, Maserati, Alfa Romeo e Lancia, si colloca all’undicesimo posto con 64 punti e viene classificato come “nuovo arrivato”, al pari delle statunitensi Lucid e Rivian, per effetto della fusione tra PSA e FCA formalizzata nel 2021.