Università
domenica 18 Ottobre, 2026
Ateneo, per il dopo Florian spunta anche il nome di Flavio Bazzana. Terna con Ioriatti e Esposito
di Simone Casciano e Lucia Ori
La corsa per il rettorato si fa più affollata, ma il professore di finanza non si scopre: «Non ho ancora sciolto la riserva»
Si profila una corsa con tre candidati per il nuovo rettore dell’Università di Trento. A Elena Ioriatti e Gianluca Esposito, si aggiunge anche Flavio Bazzana, ex direttore del Dipartimento di economia, dal 2018 al 2023. Salgono così a due i candidati della cosiddetta «città», mentre la possibile candidatura di Esposito suscita qualche perplessità riguardo alla consolidata staffetta nel rettorato tra Dipartimenti di «città» e di «collina». Arrivando da Rovereto, c’è chi lo considera un Dipartimento di «collina» e quindi che dovrebbe essere fuori dai giochi, avendo avuto il rettorato con Deflorian, ma non tutti sono d’accordo con questa interpretazione.
Il nuovo candidato
La novità comunque è la possibile candidatura di Flavio Bazzana, nome che ha iniziato a circolare tra i corridoi dei Dipartimenti nelle ultime settimane. Professore ordinario in Economia degli intermediari finanziari e finanza aziendale all’Università di Trento, ha diretto il Dipartimento di Economia e Management per due mandati dal 2018 al 2024, quando a succedergli è stata l’attuale direttrice Gabriella Berloffa. Più voci confermano che Bazzana, forte del suo curriculum, stia pensando di scendere in campo. Interpellato direttamente lui dice di non «aver ancora sciolto la riserva», confermando implicitamente che il suo nome è in gioco.
Ioriatti e Esposito
La candidatura di Bazzana si inserirebbe in una corsa che conta già due possibili protagonisti: Elena Ioriatti e Gianluca Esposito. La candidata espressione della «città», sostenuta unitariamente dal Dipartimento di Giurisprudenza, è professoressa ordinaria di Diritto comparato e avvocata. È stata eletta per due volte in Senato accademico e, in un’intervista rilasciata a ilT, ha già delineato i contorni della propria agenda: dalla necessità di una riunificazione della comunicazione di Ateneo al potenziamento della didattica, passando per il diritto alla casa e il nuovo piano edilizio.
Sul fronte opposto, almeno per provenienza geografica, si muove Gianluca Esposito, direttore del nuovo Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze di Rovereto. La sua candidatura non è ancora ufficiale, ma negli ambienti accademici se ne parlerebbe già da tempo. Esposito, inoltre, sarebbe stato l’unico a chiedere un incontro anche con i dottorandi, avviando interlocuzioni nelle settimane scorse.
Il nodo della staffetta
La possibile candidatura di Esposito porta con sé una questione che va oltre i nomi: quella della tradizionale alternanza tra «collina» e «città» alla guida dell’Università di Trento. Dopo un rettore proveniente da Povo o Mesiano, dove hanno sede i Dipartimenti a vocazione scientifica, la consuetudine vuole infatti che la guida dell’ateneo passi a qualcuno espressione di Scienze umane (Lettere, Sociologia, Giurisprudenza, Economia), nel centro storico di Trento.
Un equilibrio che le candidature di Ioriatti e, se confermata, di Bazzana, permetterebbero di mantenere.
È proprio qui che la discesa in campo di Esposito potrebbe complicare i giochi. Il Dipartimento che dirige, con sede a Rovereto, è destinato ad assumere una identità autonoma nel prossimo mandato rettorale, con l’istituzione di un «terzo polo» che dovrebbe comprendere, oltre a Psicologia e Neuroscienze, anche il Dipartimento di Medicina. Per ora, tuttavia, Rovereto sembra soprattutto un «polo di mezzo»: negli equilibri interni all’ateneo, i suoi voti hanno finora contribuito all’elezione del senatore di «collina». Ma le interpretazioni divergono: c’è chi considera Rovereto un prolungamento dei Dipartimenti scientifici di Povo e Mesiano e chi, invece, lo riconosce già come un polo autonomo.
Una distinzione tutt’altro che secondaria, perché dalla collocazione di Esposito dipende anche il significato politico della sua eventuale candidatura: rottura della tradizionale staffetta tra collina e città oppure ingresso in partita di un terzo interlocutore.
Il terzo polo e Medicina
E non si tratta di un dilemma da poco. Uno dei primi compiti del nuovo rettore sarà infatti definire per statuto proprio la nascita del terzo polo. Ed è allora che la staffetta diventerà quindi a tre. Non più solo una spola tra «città» e «collina», ma anche «Rovereto». Per questo per ora non si capisce quale sia il ruolo di «Rovereto» e se possa essere della partita o rischi di far saltare il principio consuetudinario. E c’è chi pensa che sia pericoloso far saltare la staffetta in un momento così delicato per la ridefinizione degli equilibri dell’ateneo. L’alternanza finora ha garantito che, rettorato dopo rettorato, l’agenda e le esigenze di tutti i Dipartimenti venissero portati avanti.
Perdere la staffetta, che è una consuetudine, ma non una legge scritta, significherebbe un liberi tutti che nelle prossime corse al rettorato aprirebbe a scenari inediti.
Scenari in cui fare i conti con un nuovo vicino importante, non solo il nuovo polo di «Rovereto», ma in particolare il dipartimento di Medicina. Dipartimento destinato a diventare numeroso e importante. «Nelle università che hanno Medicina sappiamo che è un dipartimento che tende ad accentrare molto potere – osserva un professore – Proprio per questo sarebbe importante preservare il principio della staffetta».
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