L'intervista
giovedì 16 Luglio, 2026
Asia Tavernini, la saltatrice in alto rivana sabato al meeting di atletica di casa: «Gareggiare ad Arco è stupendo, su questa pista sono cresciuta»
di Valerio Amadei
Dopo lo stop dei mesi scorsi, l’atleta cercherà di strappare il pass per gli Europei di Birmingham
Sabato 18 luglio la pista di Arco ospiterà i Queen Atletica Arco Games 6.0. Ormai giunto alla sesta edizione, il meeting si ripresenta quest’anno con il cast più qualitativo della sua storia. Nato nel 2021 per ridare slancio al movimento nel difficile scenario post-Covid, infatti, l’evento è cresciuto gradualmente, compiendo un salto di qualità notevole fino ad entrare ufficialmente nel Global Calendar di World Athletics come tappa valida per il ranking internazionale. Se da una parte i riflettori saranno puntati sulle sfide di velocità e mezzofondo; dall’altra, in campo femminile, gli occhi andranno inevitabilmente sulla stella di casa: la rivana Asia Tavernini, medaglia d’argento ai Giochi Universitari di Bochum nel 2025. L’atleta delle Fiamme Oro, nonché testimonial dell’evento, guiderà una gara dal sapore di campionato assoluto sfidando Marta Morara sotto gli occhi della primatista azzurra Elena Vallortigara. E chissà che questo appuntamento non possa essere anche l’occasione per strappare il pass per i prossimi Europei di Birmingham, al via il prossimo 10 di agosto.
Tavernini, a causa di qualche guaio fisico di troppo questo 2026 non è iniziato proprio nel migliore dei modi.
«Sì, diciamo che non è partito proprio col piede giusto. Dopo la prima gara indoor ho dovuto fermarmi e rinunciare a tutta la stagione al chiuso per un infortunio alla caviglia. Ho fatto riabilitazione, prendendomi il tempo necessario per rimettermi in sesto e concentrarmi direttamente sulla stagione all’aperto. Ho ripreso a metà maggio con una gara qua vicino a casa, a Bolzano. La potrei riassumere con un classico “bene, ma non benissimo”. Essendo stata la mia prima volta dopo l’infortunio, però, tutto sommata sono soddisfatta. Quando pensavo che tutto stesse procedendo bene ho avuto un altro piccolo problema, questa volta di natura muscolare, che mi ha costretto ad un paio di settimane ai box. Da lì ho fatto delle gare all’estero che sono andate discretamente».
E adesso con il meeting di Arco si torna a casa.
«Ci punto tantissimo. Per me gareggiare qui è stupendo: su questa pista ci sono cresciuta e soprattutto verranno a vedermi la mia famiglia e tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni. Voglio assolutamente che questa gara vada al meglio, anche per trovare la giusta spinta in vista degli Assoluti di Firenze della prossima settimana, dove sarò chiamata a difendere il titolo conquistato l’anno scorso. Saranno due settimane davvero intense, ma so che il mio cammino verso gli Europei di Birmingham ad agosto passerà inevitabilmente da queste pedane, e io sono pronta a dare tutto».
Ha già in mente una misura specifica da raggiungere oppure, per ora, l’obiettivo principale è solo ritrovare le giuste sensazioni in pedana?
«Per scaramanzia l’obiettivo preciso sulla misura non si dice mai (ride, ndr). Però sì, assolutamente, ho in testa un range di misure che voglio e che devo raggiungere; si scende sempre in pedana con le idee chiare. Voglio spingermi in alto, e farlo proprio qui ha un sapore speciale. Passo gran parte dell’anno a gareggiare all’estero o in giro per l’Italia, e per i miei familiari è spesso difficile seguirmi dal vivo. Averli tutti qui in tribuna ad Arco a fare il tifo per me sarà un’emozione enorme, e sono sicura che il loro calore mi darà quel qualcosa in più per saltare forte».
Quale dei due infortuni a cui ha fatto riferimento è stato più complicato da superare?
«L’edema osseo è stato sicuramente il più grave, eppure, paradossalmente, l’ho affrontato abbastanza bene a livello mentale. L’ho vissuto quasi come un’opportunità per fermarmi, conoscere meglio il mio corpo e lavorare su tutti quegli aspetti posturali e di base che spesso, nella frenesia degli allenamenti quotidiani e della preparazione delle gare, si tende purtroppo a trascurare per mancanza di tempo. Quel periodo mi è servito per concentrarmi sui dettagli minuscoli che però, alla fine, fanno una differenza enorme. Mentalmente ero serena e convinta che quel lavoro mi avrebbe permesso di tornare ancora più forte di prima. Se devo essere sincera, forse è stato più difficile digerire il secondo infortunio, quello muscolare. Anche se era di entità decisamente minore rispetto a quello dell’inverno, è arrivato in piena stagione outdoor, proprio mentre stava andando tutto benissimo. Dovermi fermare all’improvviso e rinunciare a due gare che mi sarebbero servite tantissimo per la preparazione è stata una bella mazzata psicologica».
Tornando al meeting di Arco, che livello di competizione si aspetta?
«Avremo in pedana un cast molto interessante, quasi ai livelli di un campionato nazionale. Molte ragazze hanno dovuto rinunciare all’ultimo perché in questi giorni preferiscono concentrarsi sul lavoro di preparazione in vista degli Assoluti di prossima settimana, ma il livello è comunque alto. Conosco benissimo l’ambiente e, in realtà, anche nelle scorse edizioni ho sempre dato volentieri una mano agli organizzatori a contattare le mie colleghe altiste per portarle qui ad Arco. Sono sicuro che sarà una gara molto intensa e formativa per tutte noi».
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