Trasporti
martedì 22 Settembre, 2026
Arrivano in Trentino in bici con i biglietti del treno per tornare a casa. Ma la corsa viene sopressa e il bus sostitutivo non li fa salire
di Redazione
La denuncia di Federconsumatori: «Grave disservizio, hanno dovuto chiamare e pagare un furgone»
Avevano prenotato il trasporto delle biciclette e acquistato i biglietti per rientrare in treno da Bassano del Grappa a Calceranica. Ma la soppressione della corsa e l’impossibilità di salire sui successivi collegamenti hanno costretto quattro viaggiatori a organizzarsi autonomamente per tornare a casa.
La vicenda, avvenuta il 20 settembre, è stata segnalata a Federconsumatori del Trentino, che ora chiede chiarimenti e interventi per garantire servizi sostitutivi adeguati in caso di cancellazione dei treni.
I quattro viaggiatori avevano programmato il rientro con il treno delle 17.25. Il trasporto delle biciclette era stato prenotato telefonicamente attraverso il servizio indicato da Trentino Trasporti, mentre i biglietti erano stati acquistati alla stazione di Bassano del Grappa.
La corsa, però, è stata soppressa. Il servizio sostitutivo con autobus, secondo quanto riferito a Federconsumatori, non aveva posti sufficienti per tutti i passeggeri e non consentiva inoltre di trasportare le biciclette.
Anche il treno successivo, quello delle 19.25, non avrebbe risolto il problema: ai quattro viaggiatori sarebbe stato infatti negato l’accesso con le biciclette.
Il rientro grazie a un furgone
A quel punto i passeggeri hanno dovuto cercare una soluzione alternativa. Le biciclette sono state recuperate grazie alla disponibilità di un altro viaggiatore, che ha contattato un conoscente a Levico. L’uomo ha raggiunto Bassano del Grappa con un furgone, consentendo di riportare a casa le biciclette.
Una soluzione resa possibile, sottolinea Federconsumatori, dalla disponibilità di altri cittadini e non da un’organizzazione alternativa predisposta dall’impresa di trasporto.
I viaggiatori, inoltre, avrebbero dovuto sostenere ulteriori costi e accumulare diverse ore di ritardo. Secondo quanto riferito dall’associazione, è stato inoltre negato il rimborso richiesto dai passeggeri.
«È accettabile che, dopo aver prenotato e pagato un servizio, i cittadini debbano arrangiarsi per raggiungere la propria destinazione, sostenendo ulteriori costi e accumulando ore di ritardo?», è la domanda posta da Federconsumatori.
Sei biciclette negli altri mesi, 36 in estate
Per l’associazione, il caso solleva anche una questione più generale sulla gestione del trasporto delle biciclette lungo la linea della Valsugana.
Durante luglio e agosto la capacità viene potenziata fino a 36 biciclette per treno, mentre negli altri mesi la disponibilità ordinaria torna a sei posti. Federconsumatori chiede di valutare il mantenimento della maggiore capacità anche durante il mese di settembre, considerando l’aumento del cicloturismo e l’utilizzo delle piste ciclabili anche al di fuori del tradizionale periodo estivo.
L’associazione chiede inoltre che, in caso di soppressione di un treno sul quale sia stato prenotato il trasporto delle biciclette, il servizio sostitutivo abbia una capacità adeguata sia per i passeggeri sia per le bici.
«Un servizio sostitutivo non può lasciare a terra i viaggiatori»
Federconsumatori pone anche il tema dell’accessibilità per le persone con disabilità o mobilità ridotta, chiedendo come venga garantito il diritto al trasporto quando un treno viene sostituito da un autobus non accessibile.
«Un servizio pubblico non può considerarsi sostitutivo se lascia a terra una parte dei viaggiatori», sostiene l’associazione, che chiede alle imprese ferroviarie interessate e alla Provincia autonoma di Trento di garantire servizi sostitutivi adeguati, assistenza tempestiva e una chiara individuazione delle responsabilità nella gestione dei disservizi.
Federconsumatori chiede infine che vengano riconosciuti rimborsi e indennizzi spettanti ai passeggeri, valutando anche le eventuali spese aggiuntive documentate sostenute per raggiungere la destinazione.
Per l’associazione, la vicenda dimostra la necessità di rendere il trasporto pubblico un’alternativa realmente affidabile anche per chi viaggia in bicicletta: «Il tempo dei cittadini ha un valore. Chi sceglie il trasporto pubblico non può essere costretto a perdere ore, sostenere ulteriori costi e cercare autonomamente soluzioni a problemi che non ha provocato».
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